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I Rom a Marino: "Basta discriminazioni". Prc: "Chiudere i campi"

Stop a discriminazioni e ghettizzazioni. Basta alla vita nei campi nomadi attrezzati e si' all'integrazione con la citta'. I rom della Capitale sognano "una piena cittadinanza" fuori dal recinto delle loro roulottes e bungalow e, armati di carta e penna, scrivono al sindaco di Roma Ignazio Marino una lettera per chiedere di mettere la parola fine alla 'politica dei campi'. "Non vogliamo piu' vivere in un ghetto, non vogliamo piu' stare in un campo, ma integrarci con la citta' - spiega Sandor Dragan Trajlovic a nome di altri 150 rom, gli stessi che a giugno scorso sono fuggiti via dal campo attrezzato di Castel Romano denunciando violenze e minacce nei loro confronti (al momento vivono nell'insediamento abusivo in via Salviati, a Tor Sapienza) - Caro sindaco, siamo e ci sentiamo cittadini di questa citta', dove viviamo da trent'anni. Siamo orgogliosi di essere cittadini italiani e cittadini d'Europa. Siamo cittadini rom che credono nell'inclusione e che sognano di poter avere piena cittadinanza in questa bella citta'. Per questo le chiediamo di ascoltare il nostro desiderio di essere cittadini come gli altri, senza discriminazione e senza ghettizzazione". Nella lettera, diffusa dall'associazione 21 luglio, parlano della vita nel campo come di un "atto di discriminazione": "Ci fa sentire come all'interno di un ghetto - commentano -, riservato a 1300 rom. Si', il campo di Castel Romano e' effettivamente un ghetto, isolato dalla citta', insicuro, recintato, chiuso, dove non esiste alcuna possibilita' di inclusione sociale. Abbiamo paura per noi e per i nostri figli, perche' vivere a Castel Romano significa vivere nella sofferenza e rinunciare al futuro". Ma in Campidoglio l'ipotesi dell'accesso dei rom alle graduatorie per le case popolari non e' all'ordine del giorno e, secondo quanto riferiscono in molti a Palazzo Senatorio, si tratta di un'idea irrealizzabile perche' non prevista nelle linee guida che l'amministrazione vuole adottare in materia. Tra queste ad esempio, l'assessore capitolino alle Politiche sociali Rita Cutini e' a lavoro su come superare l'approccio 'emergenziale' al tema nomadi puntando soprattutto sulla legalita'. "Roma ospita se le comunita' rispettano le leggi e le regole - ha tenuto a precisare piu' volte il sindaco Marino - chi non vive nella legalita' sara' punito e allontanato". In sintesi no ad insediamenti abusivi e si' all'integrazione attraverso la scolarizzazione e la ricerca di lavoro. Sul tema è intervenuto anche il Prc che intende sostenere la richiesta dei rom e chiede al sindaco Marino di fissare una data per la chiusura dei campi.

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