Martedì 25 Febbraio 2020 - Ultimo aggiornamento 12:00
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Cina, produrre pannelli solari fa male alla salute. Il caso di un piccolo villagio del Sud

I pannelli solari, vanto dell’industria ecologica, sono produzioni di morte, almeno in Cina, che in questi anni sta facendo i conti con la mortalità causata dai metalli pesanti impiegati dalle aziende impegnate in quel settore. Il South China Mmorning Post in questi giorni ha portato all’attenzione dell’opinione pubblica il caso dell’'impianto chimico di Xianghe nella cittadina agricola di Zhentou nella provincia cinese dell'Hunan. L’impianto, inaugurato nel 2005, ha dovuto chiudere i battenti quattro anni fa. La gente, però, continua a morire. Il terreno è ancora contaminato. Secondo quanto scrive il quotidiano, i casi di morti per cancro, causato da esposizione a metalli pesanti, sono moltissimi. Shuangqiaoshan uno dei tre villaggi maggiormente colpiti, aveva una popolazione di circa 1.000 persone, si stima che oggi non ce siano piu' di 300. Negli anni quelli che hanno potuto, specie i giovani, sono andati via, in cerca di un un ambiente di vita piu' sano. A rimanere sono stati gli anziani, ma la situazione resta complicata. Gli agricoltori non hanno il coraggio di vendere i loro raccolti perche' dicono che il suolo e' tossico e la pioggia e' veleno. Lo scorso anno alcuni abitanti hanno sottoposto un campione di terreno ad una analisi presso un laboratorio privato. I test hanno rivelato un livello di cadmio di 93,8 milligrammi per chilogrammo laddove in base alle norme nazionali i terreni agricoli dovrebbero contenere non piu' di 0,3-0,6 milligrammi di cadmio per chilogrammo.

Tutto comincio' nel 2004 quando apri' un impianto chimico destinato a produrre indio, un metallo utilizzato nei pannelli solari e negli schermi a cristalli liquidi. In breve, a causa degli scarichi della fabbrica, il sottosuolo venne contaminato e i pozzi si avvelenarono. Dopo una campagna sostenuta dagli abitanti dei villaggi locali, che ha catturato l'attenzione nazionale, l'impianto e' stato chiuso nel 2009. Le autorita' hanno ammesso che alcune persone erano morte di cancro per esposizione a metalli pesanti ma da sempre gli abitanti della zona sostengono che il numero reale delle persone colpite e' due volte o tre volte superiore al numero ufficiale. E cosi' hanno deciso di compilare delle loro liste. Ogni volta che sanno che un vicino di casa e' morto, chiedono le cause della morte e se e' morto di cancro lo includono nella lista. Le autorita' hanno speso 16 milioni di yuan per la pulizia del suolo e hanno fatto sapere che ora la terra e' stata bonificata e puo' essere coltivata di nuovo. Ma la gente non ci crede. I funzionari locali sostengono che tutte le prove addotte sono prive di scientificita'. Il governo locale ha offerto un unico risarcimento di 3.800 yuan (circa 400 euro) per tutti i residenti che vivono in un raggio di 500 metri del sito incriminato indipendentemente dal loro stato di salute oltre ad un pagamento una tantum di 1.200 yuan per ogni pezzo da 667 metri quadrati di terreni agricoli, di proprieta' di abitanti del villaggio. Ma per ottenere tali somme i residenti hanno dovuto firmare un accordo promettendo di non aderire ad eventuali petizioni o proteste.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi