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Toh! Mancano i registri dei tumori di molte aree industriali inquinanti!
In Italia mancano i Registri tumori, importanti strumenti di monitoraggio e prevenzione, proprio in quei territori che figurano tra i piu' colpiti dall'inquinamento ambientale e industriale. La denuncia e' contenuta in un dossier firmato da 37 parlamentari M5S, depositato in Senato tramite un'interrogazione ai ministri della Salute e dell'Economia.

Il dato, affermano i parlamentari M5S, rappresenta ''una grave violazione del fondamentale diritto alla salute sancito dall'art.32 della Costituzione'', soprattutto per quando riguarda la funzione di monitoraggio e prevenzione. Proprio le Regioni con piani di rientro e commissariate, denunciano i parlamentari, corrispondono a quelle piu' scoperte d'Italia: nel Lazio vi sono 4 province prive di Registro su 5 (unica eccezione virtuosa Latina), cosi' come in Calabria (unica eccezione Catanzaro); in Campania 3 province su 5 (uniche eccezioni le Province di Napoli e Salerno), con l'Abruzzo e il Molise che non ne posseggono neanche uno. In base al rapporto 2011 dell'Agenzia europea per l'ambiente (Eea) sull'inquinamento prodotto dagli stabilimenti industriali in Europa, si rileva nel dossier, piu' di 60 fabbriche italiane compaiono nella lista dei 622 siti piu' 'tossici' del continente e molti di questi sono ubicati in province che attualmente risultano sprovviste di un Registro tumori. –

Puglia: ''In Puglia il territorio della Provincia di Brindisi risulta attualmente scoperto, nonostante vi sia la centrale Enel termoelettrica a carbone Federico II di Cerano, la seconda piu' grande del Paese dopo Civitavecchia, che figura al 18esimo posto della classifica Eea (prima tra le italiane) ''. A partire da un esposto presentato dagli agricoltori locali, la procura di Brindisi ha aperto un'inchiesta, nell'ambito della quale una perizia affidata a Claudio Minoia, direttore del laboratorio di misure ambientali e tossicologiche della Fondazione Maugeri di Pavia, afferma che a contaminare i terreni, le colture, l'acqua e l'atmosfera sarebbe proprio la polvere del combustibile usato nella centrale, si spiega nell'interrogazione. –

Sardegna: ''Nella stessa situazione si trovano in Sardegna le province di Cagliari e quella di Carbonia-Iglesias, sebbene nel territorio della prima siano site le Raffinerie Sarde Saras di Sarroch di proprieta' della famiglia Moratti, l'impianto piu' grande d'Italia, con una capacita' di produzione di 15 milioni di tonnellate annue di petrolio e collocato al 69esimo posto nella lista dell'Eea '', denuncia M5S. Secondo un dossier ''realizzato da TzdE, solo nell'area di Portoscuso, dove sorge la centrale 'Deledda', tra il 1997 e il 2003 si sarebbe registrata un'incidenza del tumore ai polmoni superiore al 30% rispetto alla media regionale '', continua il documento. –

Sicilia: ''Non esiste un registro tumori nella Provincia di Caltanissetta, nonostante la presenza del polo petrolchimico di Gela, un'area dichiarata 'a elevato rischio ambientale' da uno studio dell'Istituto superiore di sanita' (Iss), che ha osservato un'alta incidenza di patologie tumorali sia negli uomini che nelle donne ''. –

Roma: "Un registro tumori non esiste nella Provincia di Roma, tra le piu' popolose d'Italia, nel cui territorio sono presenti, ad esempio, la centrale termoelettrica Enel a carbone di Torrevaldaliga Nord, nonche' la tristemente famosa discarica di Malagrotta, tra le piu' grandi d'Europa ''

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