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Taranto, "Liberi e Pensanti" irrompono nei lavori del Consiglio comunale. Wwf: "Consulta su salva-Ilva"
Il comitato cittadino "Liberi e Pensanti" irrompe in Consiglio comunale a Taranto e manda a vuoto la seduta. Una trentina di attivisti del movimento ambientalista si sono infatti presentati stamattina nell'aula del Consiglio e, dopo l'avvio della discussione, hanno cominciato a contestare duramente il sindaco Ezio Stefano e i consiglieri chiedendo risposte sui problemi dell'Ilva, dell'inquinamento e dell'ambiente. Non avevano cartelli con loro, ne' striscioni, tuttavia quella dei "Liberi e Pensanti" e' stata una presenza "rumorosa" che ha impedito al Consiglio di svolgere i suoi lavori, benche' all'ordine del giorno ci fossero una quarantina di argomenti, tra cui la grave crisi finanziaria dell'Amiu, l'azienda che a Taranto assicura la raccolta dei rifiuti solidi urbani. A fronte delle proteste dei "Liberi e Pensanti" la seduta consiliare e' stata cosi' sospesa e quando i lavori sono stati riavviati, dopo un paio di ore, non c'era il numero legale. La seduta del Consiglio e' stata cosi' sciolta. Intanto, resta la polemica sui dati relativi agli ammalati di cancro a Taranto. Domenica l'associazione ambientalista Peacelink ha diffuso dati, che dichiara di aver avuto dall'Asl, da cui si evince che a Taranto ci sono quasi 9mila esenti ticket per patologie oncologiche e che nel rione Tamburi, il piu' esposto all'inquinamento dell'Ilva, c'e' un malato di cancro ogni 18 residenti mentre negli altri quartieri pia' distanti dal siderurgico c'e' un malato di cancro ogni 26 residenti.
Perfino il Wwf avanza dubbi sul decreto salva Ilva e invita la regione Puglia a sollevare la questione della legittimità costituzionale. In una nota congiunta il presidente del Wwf Puglia Matteo Orsino e il referente di Taranto Fabio Millarte, sottolineano che il testo è ancora suscettibile di impugnazione dinanzi alla Corte Costituzionale "con ricorso in via principale''. ''Sorprende - osserva il Wwf - la cornice istituzionale nazionale, in cui il sacrificio di Salute e Ambiente a vantaggio di produzione industriale e occupazione e' dichiarato 'legittimo', ma di tale legittimita' l'Europa dubita, minacciando procedure di infrazione, in considerazione del fatto che le Direttive comunitarie prevedono che la produzione industriale debba essere attuata secondo il criterio delle migliori tecnologie disponibili, proprio per non danneggiare - conclude la nota - la salute umana e l'ambiente''.
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