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Roma, tre educatrici dei nidi in sciopero della fame contro la precarietà di lavoro e servizio
Dopo la partecipatissima assemblea “Le mani sporche sulla città”, organizzata dall’USB ieri in Campidoglio, a cui è seguita l’invasione di oltre 100 lavoratrici dei nidi e delle scuole dell’infanzia nella sala in cui era in corso la trattativa sindacale, circa 20 lavoratrici hanno trascorso tutta la notte nei locali dell’Ufficio Personale per protestare contro il contratto decentrato. Dalle 13.00 di oggi tre di loro entreranno in sciopero della fame.
“Chiediamo l’apertura di un vero tavolo negoziale che discuta con serietà di un piano di sviluppo di servizi prescolari, che abbia al centro il bambino e i suoi bisogni, mettendo al bando la logica usa e getta nei confronti delle lavoratrici”, dichiara Caterina Fida della USB Capitolina.

“E’ necessario che il Sindaco si faccia carico di questa istanza e che avochi a sé la gestione politica di questo negoziato”, continua la sindacalista.

“Molte lavoratrici precarie non sono disposte a pagare l’alto prezzo che impone l’atto unilaterale adottato dalla Giunta Marino – sottolinea Fida - atto che deve essere ritirato o almeno sospeso per un anno e per questo, a partire dalle 13.00 di oggi, ora di inizio della trattativa, 3 di loro inizieranno uno sciopero della fame”.

“Sebbene l’USB ritenga questa Giunta moralmente inadeguata a trattare alcunché, apprezzeremmo un deciso cambio di marcia se il Sindaco fosse disposto a recepire le istanze delle lavoratrici e dei lavoratori capitolini, delle aziende e della cittadinanza tutta, piuttosto che dar credito a chi ha speculato sulla nostra pelle, compresa l’alta dirigenza capitolina”, conclude la rappresentante USB.

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