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Roma, in tanti e tante contro la speculazione edilizia dell'I-60

Si è svolta sabato scorso, 8 febbraio, la “Maratona Oratoria” contro il progetto I-60 che era stata voluta ed organizzata dal “Coordinamento Stop I-60”.

L’evento, al quale hanno partecipato circa 300 persone che si sono date appuntamento nei pressi del cantiere in zona Grotta Perfetta, ha visto la partecipazione anche di numerosi rappresentanti dei Comitati di difesa e di lotta che operano nel quadrante di Roma Sud Est, dai BPM dell’occupazione di Via Spalla, al Comitato NO-PUP di Via Leonardo da Vinci a quello contro il raddoppio della Pontina “NO CORRIDOIO” nonché di una nutrita presenza di militanti di Rifondazione Comunista aderenti al Circolo Che Guevara (che hanno costruito la giornata insieme ai rappresentati del Coordinamento Stop I-60), del consigliere del M5S all’VIII municipio Cafarotti e molti altri in rappresentanza delle istanze di tutti coloro che si oppongono ai progetti dissennati che, se realizzati, cambierebbero radicalmente la vita dei cittadini di questa “zona” di Roma che pagherebbe a carissimo prezzo l’essere a ridosso dell’Appia Antica.

E’ questo, infatti, uno dei motivi che rendono appetibili commercialmente le iniziative speculative alle quali i cittadini si oppongono chiedendo a gran voce, e mettendo in atto ogni sorta di iniziativa anche sul piano legale, che si preservi quest’area che oltre ad avere un immenso valore storico è anche una delle poche rimaste di Agro Pontino ancora non abusate.

Gli interventi hanno riconosciuto l’esigenza di fare fronte comune a partire dal fatto che ogni iniziativa speculativa, sia che si tratti di case che di parcheggi che di tangenziali che di autostrade, priva il cittadino di quel suolo che è il suo bene comune, oltre a deturpare il territorio dove vive e a minare la sua salute; nei prossimi mesi è molto probabile che si organizzi un’Assemblea dove tutti insieme si gettino le basi per un’iniziativa comune.

Dopo la maratona i partecipanti hanno raggiunto il cantiere in corteo e lì hanno potuto vedere quale è la dimensione delle costruzioni che si intendono realizzare, praticamente una colata di cemento tale che coprirebbe tutto la parte sud del parco di Tor Marancia per complessivi 400 mila metri cubi.

Nel frattempo le fondamenta già fatte nel parco sono ancora lì e aspettano che qualcuno tolga il vincolo paesaggistico che la Forestale ha applicato mettendo i sigilli ai lavori nel novembre scorso (in ottemperanza di una sentenza della magistratura su ricorso fatto da molti cittadini) per poter finalmente diventare splendidi appartamenti di lusso.

A maggio il TAR si esprimerà sul merito di questa operazione e, fino ad allora, il coordinamento Stop I-60 è intenzionato a continuare a dare battaglia usando tutti i mezzi a sua disposizione per coinvolgere sempre di più i cittadini in una “volata finale” affinché il progetto si concluda con un bel “non si può fare”.

Ma anche i costruttori coinvolti stanno facendo la loro parte utilizzando i loro mezzi e le loro indubbiamente maggiori risorse. “Ci abbiamo provato, abbiamo volentieri applicato una sentenza giustissima” ci dice, chiedendoci l’anonimato, un rappresentante del Corpo Forestale dello Stato che ha partecipato alla manifestazione in forma privata, “ma le pressioni da parte dei costruttori sono veramente tante e tali che ci vorrebbe un miracolo per evitare che riprendano i lavori” e aggiunge “anche quelli che prima sembravano avere dei dubbi, all’interno dell’Amministrazione Capitolina, ora pare che siano arrivati ad una diversa visione probabilmente convinti da fattori esterni….”.

“Noi non molliamo” ripetono tutti i rappresentanti del Coordinamento, “non è pensabile che all’improvviso, nel giro di due anni, ci si trovi con sopra la testa un mostro edilizio della grandezza di un paese e con un’autostrada che passa in mezzo alle nostre case e, tutto questo, a scapito di un parco meraviglioso e millenario e di un ecosistema che fa di questa parte di Roma un gioiello” e la partecipazione dei cittadini li fa ben sperare e li motiva maggiormente al fine di ottenere quel “miracolo” che tutti auspicano.

A noi sembrano talmente agguerriti che sicuramente sentiremo ancora parlare di loro, e non poco.

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