Lunedì 19 Agosto 2019 - Ultimo aggiornamento 18:51
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Ilva, il Comune di Taranto chiede risarcimento miliardario per l'inquinamento
Tre miliardi e trecento milioni. E’ l’esatto importo che il Comune di Taranto chiede all’Ilva come risarcimento per i danni di inquinamento provocati alla citta' e per i conseguenti oneri che la pubblica amministrazione ha dovuto fronteggiare. Oltre all'Ilva spa, vengono considerati debitori Riva Fire, la capogruppo a cui fa capo la stessa Ilva, e Emilio Riva, presidente della stessa Riva Fire, nonche' al vertice del gruppo dell'acciaio.
La citazione, depositata a Palazzo di Giustizia dagli avvocati del Comune di Taranto, è in realtà un voluminoso dossier con documenti, perizie, fotografie. In base al Testo unico ambientale e ad una condanna definitiva in Corte di Cassazione subita dai vertici societari dell'Ilva e di Riva nell'ottobre 2005, il Comune di Taranto chiede il risarcimento dei danni materiali - imbrattamento di fumi e polveri - causati dal grave inquinamento industriale con particolare riferimento alle strutture di proprieta' dell'Amministrazione comunale come uffici e scuole, ma anche ai mezzi dell'Amiu e dell'Amiu (sono le aziende che si occupano, rispettivamente, dell'igiene urbana e del trasporto pubblico in citta') che appartengono al patrimonio pubblico. La richiesta risarcitoria avanzata dal Comune di Taranto verso l'Ilva, Riva Fire ed Emilio Riva si collega ad un procedimento giudiziario gia' definito

Parallelamente, giovedi' scorso il pool della Procura di Taranto ha depositato all'ufficio del giudice per l'udienza preliminare un procedimento contro 50 persone, indagate a vario titolo, dall'associazione a delinquere finalizzata al disastro ambientale all'omissione di atti d'ufficio, e di tre societa': Ilva, Riva Fire e Riva Forni Elettrici. Nelle richieste di rinvio a giudizio oltre a Emilio Riva e ai suoi figli Nicola e Fabio, anch'essi al vertice dell'Ilva e del gruppo Riva, ci sono anche alcuni amministratori pubblici tra cui il presidente della Regione Puglia, Nichi Vendola, accusato di concussione aggravata per aver fatto pressioni sull'Agenzia regionale per la protezione ambientale (Arpa) a proposito dei controlli sull'inquinamento del siderurgico, e il sindaco di Taranto, Ezio Stefano, cui la Procura contesta l'omissione di atti d'ufficio. Il sindaco, secondo la Procura, pur essendo a conoscenza della gravita' dell'inquinamento dell'Ilva tanto da averla denunciata alla stessa Magistratura nel maggio 2010, nulla avrebbe poi fatto, nell'ambito dei suoi poteri di autorita' sanitaria, per contrastare lo stesso fenomeno
denunciato.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi