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Amianto, domani a Torino il nuovo filone del processo Eternit. Lo Stato si costituisce o no parte civile? Renzi lo aveva promesso. Intanto però ostacola gli ecoreati
Di nuovo alla carica, di nuovo Schmidheiny sul banco degli imputati. Riprende domani a Torino il processo Eternit. Un nuovo filone, fortemente voluto dal pm Guariniello, che ha dovuto incassare alla fine del 2014 l’annullamento della sentenza da parte della Cassazione. Sentenza in cui Stephan Schmidheiny, boss della Eternit, era stato condannato nel 2013 in appello a 18 anni e al risarcimento di somme milionarie.
Questa volta sono stati addirittura organizzati viaggi in pullman da Casale Monferrato,la città sicuramente più colpita con migliaia di persone tra vittime e malati, a Torino. L'appuntamento è per l'udienza preliminare (la prima di sedici) in cui comincerà ad essere vagliata l'accusa di omicidio volontario di 258 persone per l'imprenditore svizzero.
In una nota, l'Afeva, l’associazione dei famigliari delle vittime e degli esposti all’amianto, ricorda l'impegno assunto dal primo ministro Renzi, durante gli incontri a Roma successivi alla sentenza della Cassazione, che dichiarò prescritto il reato di disastro ambientale, “di costituire questa volta anche lo Stato come parte civile".
“Ci auguriamo che lo Stato sia al fianco delle associazioni che da sempre si battono su questa questione e quindi Afeva, Cgil, Cisl e Uil, in questa lotta per la giustizia", sottolinea Nicola Pondrano, presidente del Fondo vittime dell'amianto e ex operaio 'Eternit'. Le premesse non sono buone. Proprio pochi giorni fa il governo Renzi e la sua maggioranza hanno, per l'ennesima volta, rimandato l'approvazione della legge che introduce i reati 
ambientali nel codice penale. Senza gli ecoreati nel codice penale comportamenti criminali come lo smaltimento clandestino dei rifiuti ad opera delle ecomafie, l'avvelenamento industriale causato dall'Ilva e da tante altre industrie che da decenni seminano inquinamento e malattie, stragi come quella dell'Eternit di Casale Monferrato, continueranno a rimanere impunite e comunque difficilmente sanzionabili.
La Corte d’Appello di Torino ritenne il miliardario svizzero responsabile di disastro anche per gli stabilimenti Eternit di Bagnoli e Rubiera. I giudici disposero risarcimenti per 20 milioni di euro alla Regione Piemonte e di oltre 30,9 milioni per il comune diCasale Monferrato. Nella città della provincia di Alessandria la multinazionale dell’amianto aveva il suo stabilimento italiano più importante e il numero delle vittime è più elevato che altrove.
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