Mercoledì 24 Luglio 2019 - Ultimo aggiornamento 14:41
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Scuola, anche in Francia la riforma di Hollande contestata dagli insegnanti
Anche in Francia si moltiplicano le proteste contro la riforma della scuola voluta dal ministro dell'Istruzione Najat Vallaud-Belkacem. Dopo gli insegnanti, gli insegnanti e alcuni sindacati (il Snes chiede uno sciopero per il 19 maggio), la 'fronda' anti-riforma ha coinvolto anche gli eletti dell'opposizione neogollista. Ieri, dalle colonne del Figaro, l'ex presidente nonché‚ leader dell'opposizione Ump ha denunciato "la più odiosa della lunga lista di riforme inutili che abbiamo conosciuto negli ultimi tre anni".
Oltre 150 parlamentari dell'opposizione neogollista e centrista, guidati dall'ex ministro Bruno Le Maire, hanno chiesto al presidente, Francois Hollande, di ritirare il progetto di legge. Da parte sua, il capo dello Stato è corso in aiuto della sua contestata ministra e ha difeso il progetto. "Sosterrò questa riforma della scuola media fino in fondo e con tutte le mie forze senza mai cedere a chi non propone nulla e vorrebbe mantenere l'attuale status quo", ha assicurato Belkacem, tuonando contro i critici del testo di legge che bolla come "pseudo-intellettuali". Tra i detrattori c'è di tutto. A cominciare dai prof di latino e greco che accusano il governo di voler smantellare l'insegnamento delle lingue classiche, diluendolo in corsi pluridisciplinari di taglio piu' storico.
Anche il filosofo Regis Debray, ha denunciato il tentativo di "rimpiazzare i verbi con i numeri" e ha tuonato contro la "miopia della classe dirigente". Per loro non ci sono dubbi: la riforma "uccidera'" l'insegnamento del latino e del greco con una progressiva erosione delle ore di lezione a vantaggio di una didattica considerata "piu' moderna e piu' sexy". In pratica, secondo il testo che dovrebbe entrare in vigore nel 2016, le opzioni di latino e greco verranno sostituite da insegnamenti pratici interdisciplinari (Epi), tra cui "lingue e culture dell'antichita'". Ma i contestatissimi Epi riguardano anche altre materie. In tutti i casi, scrive il Figaro, l'obiettivo è "motivare" gli studenti che si "annoiano" a scuola, coinvolgendoli in lavori di squadra, come la creazione di un "giardino pedagogico" o di un "giornale". Di qui, il timore di progetti sia troppo intellettuali e irrealizzabili tra i banchi delle medie sia troppo ludici o superficiali. Altro neo: la semplificazione dei corsi di storia considerati eccessivamente enciclopedici. Ma l'alzata di scudi riguarda anche l'abolizione delle classi bilingue franco-tedesche. L'ambasciatrice di Berlino in Francia non ha nascosto l'irritazione della stessa cancelliera Angela Merkel che - secondo la stampa francese - starebbe riflettendo alla possibilità di parlarne personalmente con Hollande. Mentre tra le due diplomazie si moltiplicano i contatti per evitare un'ennesima crisi diplomatica.
Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi