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Flai-Cgil Emilia Romagna: "Nel settore alimentare una delle più grandi operazioni di precarizzazione"
Ben "950 soci lavoratori del Consorzio Euro 2000 sono stati coinvolti in uno dei piu' giganteschi cambi di 'rapporto di lavoro' che si sia mai registrato sul territorio nazionale e regionale nel settore dell'industria alimentare". È la Cgil che torna a pressare sulla vicenda dei lavoratori del Consorzio Euro 2000 che gestiva, da oltre 15 anni, gli appalti negli stabilimenti Inalca spa di Modena, Lodi e Rieti. In Parlamento sul tema pende un'interrogazione urgente al ministro del lavoro, Giuliano Poletti. Posto che i rapporti fra Consorzio e Inalca spa si sono "inspiegabilmente interrotti per motivi che non sono stati resi noti" ai sindacati, e' la Flai-Cgil Emilia-Romagna a sollecitare l'attenzione sul tema. "Inalca, in tre giorni, disdetta il rapporto quindicennale di collaborazione con il Consorzio Euro 2000 e, tramite la Trenkwalder, in meno di un giorno li fa assumere tutti a tempo determinato, per sei mesi precisi", accusa il segretario Flai Umberto Franciosi. Chiedendo la riassunzione degli addetti da parte di Inalca, il sindacato considera quello di Inalca non un atto illegittimo, ma "sarebbe comunque bene evitare che denaro pubblico possa essere utilizzato in questo modo, senza creare nuova occupazione ma, soprattutto, precarizzandola con le cosi' dette 'tutele crescenti' del Jobs Act". Sul denaro pubblico, la Flai ricorda infatti che "a novembre 2014 il 28,4% delle azioni di Inalca spa e' passato a Iq Made in Italy, joint venture fra Fondo Strategico Italiano e Qatar Investment Authority, tramite un investimento di 165 milioni di euro".
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