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L'Atac costretta a fare marcia indietro sul "Manuale del conducente": no alla deregulation in caso di avaria del mezzo
Dopo le continue denunce presentate dall’USB presso diverse istituzioni, compresa la Procura della Repubblica di Roma, in merito al “Manuale del conducente” distribuito dall’ATAC a tutti gli operatori di esercizio, l’azienda è stata costretta a fare marcia indietro inserendo alcune modifiche sui punti che l’USB aveva fortemente criticato.

Tra questi, l’obbligo per gli autisti a proseguire il servizio anche nei casi di guasti quali l’avaria delle luci di stop, la rottura del clacson o dello specchietto laterale e persino del “blocca porte”, il sistema di sicurezza che blocca immediatamente il mezzo in caso di apertura involontaria delle stesse.

L’USB aveva quindi ragione sulle gravi anomalie contenute nel manuale, da cui derivava un serio percolo gli autisti e gli utenti, come confermato dalle indicazioni giunte ad ATAC dalla Motorizzazione Civile.

"Nonostante i timori di alcuni autisti a segnalare i guasti e subire provvedimenti disciplinari - si legge in un comunicato - l’USB ha continuato la battaglia per la sicurezza di lavoratori ed utenti, con la convinzione che salute e sicurezza non possano essere messe in secondo piano".

L’USB dichiara di voler continuare a vigilare su queste problematiche ed ha già messo in campo tutte le procedure necessarie per far modificare ad ATAC i turni delle corse notturne, "la cui attuale organizzazione fa sì che gli autisti vengano comandati in servizio due volte nello stesso giorno, comportando un aggravio dei carichi di lavoro e mettendo a serio rischio la sicurezza dei lavoratori e degli utenti".

La richiesta dell’ USB è che venga immediatamente ripristinata la metodologia in vigore in passato, che consentiva il necessario recupero psico-fisico ed il normale svolgimento delle attività quotidiane.

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