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Parlamento europeo a tutto gas. Gli ambientalisti insorgono. Prc:"E' un vergogna"
L’Europarlamento mischia le carte nella lotta allo smog. Ieri ha votato uno strano provvedimento che con soli sei voti di differenza da una parte dispone nuovi test su strada per le emissioni auto dal 2017 ma dall’altra aumenta le soglie di sforamento dei limiti che di fatto rendono vani gli obblighi per i diesel Euro 6. Il voto degli eurodeputati è stato fortemente criticato da parte di ambientalisti e consumatori che lanciano l’accusa di avere ceduto alle potenti lobby dell'auto dei principali stati membri, dalla Germania all'Italia, dalla Spagna alla Francia.
Secondo alcune organizzazioni il livello consentito delle emissioni degli ossidi di azoto è aumentato del 110% rispetto alle attuali soglie. “Si tratta di una decisione gravissima e assurda, anche rispetto a quanto accaduto nei mesi scorsi con la vicenda Dieselgate – Volkswagen. Invece di introdurre regole più severe e restrittive – sottolineano gli ambientalisti - la maggioranza degli europarlamentari ha fatto il gioco dell’industria dell’automobile, con buona pace della salute dei cittadini che dovranno subire livelli di inquinamento dei centri urbani sempre più alti e pericolosi”.

«Il voto del Parlamento Europeo dichiara Rosa Rinaldi, responsabile Ambiente di Rifondazione Comunista - Sinistra Europea - che alza di oltre il doppio i limiti per le emissioni di ossido di azoto per i motori diesel Euro 6, portando a 168 mg per km contro gli 80 previsti nel 2007, dice da che parte batte il cuore della maggioranza di quel Parlamento. Un vero e proprio regalo alle case automobilistiche, che a partire dalla Volskwagen erano sotto procedura di infrazione per aver imbrogliato sul livello delle emissioni.Davvero un voto che non fa onore a quel Parlamento a pochi mesi dalla conferenza sul clima: tanta ipocrisia verso i popoli europei, tanta concretezza nella salvaguardia degli interessi del mercato. C’è di che vergognarsi!".

Anche Legambiente è allibita per il via libera del Parlamento europeo al raddoppio dei limiti delle emissioni per i veicoli, che arriva In piena emergenza smog e con i livelli di inquinamento alle stelle, «Quello che è avvenuto oggi a Bruxelles – ha detto Stefano Ciafani, direttore generale dell'organizzazione ambientalista – è veramente assurdo e grave, è una scelta che va deliberatamente contro l’ambiente e la salute dei cittadini ed è solo a favore delle lobby automobilistiche. Mentre gli Stati Uniti diffidano e comminano multe alle case automobilistiche che non rispettano le regole, l’Europa invece dimostra di non aver imparato nulla dalle lezione Dieselgate-Volkswagen e di non vedere l’emergenza smog che attanaglia tante città europee, autorizzando il raddoppio dei limiti delle emissioni dei veicoli. È evidente che si ragiona in termini di condoni: come i condoni edilizi premiano i furbi che si costruiscono le case senza autorizzazione, così prevedere un raddoppio dei limiti delle emissioni per gli ossidi di azoto (NOx) dei veicoli a diesel, che ora passeranno da 80 mg/Km ad oltre 160 mg/Km fino al 2021, significa premiare i furbi a discapito dell’innovazione e della qualità sulle quali le case automobilistiche dovrebbero puntare. Per contrastare l’inquinamento atmosferico servono anche limiti delle emissioni più stringenti, controlli pubblici più efficaci per evitare che i furbi la facciano franca, e una corretta e completa informazione su inquinamento e consumi".

E l’equilibristica dichiarazione del presidente della commissione ambiente dell’europarlamento, Giovanni La Via (che ha votano contro) non può certo eliminare questi sospetti e la figuraccia planetaria: "Una trattativa intensa ha avuto luogo con i governi e la Commissione europea, dopo che la commissione ambiente ha sostenuto l’obiezione, alla quale poi la Commissione europea ha effettivamente dato seguito. Ora abbiamo impegni chiari presi dalla Commissione europea: una clausola di revisione, con un calendario preciso, al fine di abbattere i valori massimi di emissione ai livelli che sono stati concordati dai co-legislatori e, nel lungo termine, una proposta di riforma del regime di omologazione Ue per le auto, così come richiesto dal Parlamento. Accolgo quindi con favore la decisione responsabile della Plenaria, che permetterà di proseguire con la nuova procedura RDE, al fine di abbattere le emissioni di NOx delle automobili che, al momento, sono dal 400 al 500% oltre i limiti ufficiali. Abbiamo evitato incertezze, perché l’industria deve ora soddisfare scadenze rigorose, ma sostenibili. In Europa, avremo una migliore qualità dell’aria per i nostri cittadini senza perdere posti di lavoro".
Ma non erano stati definiti impegni chiari , definitivi e impossibili da aggirare, anche quelli attuali, contro i quali si erano scagliate le case automobilistiche (utilizzando più o meno gli stessi argomenti usati oggi da La Via) , per poi farli proprio e propagandarli come vanto dell’industria automobilistica europea mentre li aggiravano con trucchi e trucchetti emersi con il Dieselgate, scoperto in America ma a quanto pare più che noto in Europa?
Secondo la Commissione europea, "l’aumento temporaneo dei limiti, oggetto dell’obiezione votata oggi, è giustificato dalla necessità di considerare i dubbi tecnici relativi all’uso dei nuovi dispositivi portatili di misurazione delle emissioni (PEMS), così come i limiti tecnici per il miglioramento – nel breve termine – della performance, in condizioni reali di guida, del rilevamento delle emissioni per le autovetture a diesel attualmente prodotte". Insomma, se costruttori di auto non si sono adeguati ci adeguiamo noi. Tanto per capire chi comanda a Bruxelles e Strasburgo.

Il comunicato del Parlamento europeo sul voto che respinge per 6 voti quanto proposto da una delle sue più importanti commissioni sfiora addirittura il trionfalismo: "Il voto di oggi spiana la strada alla Commissione per l’attuazione del secondo pacchetto RDE".
Ma per completare il procedimento ne devono ancora essere approvati due, e la commissione Ambiente terrà un’audizione pubblica sulla procedura RDE il 23 febbraio.

"Il Parlamento europeo – protesta Angelo Bonelli, dei Verdi – ha approvato una vera e propria sanatoria nei confronti del Dieselgate facendo un grosso favore alla Merkel: invece di punire gli imbrogli delle case automobilistiche e di intensificare i controlli per smascherare eventuali frodi si è scelto, senza tenere in alcuna considerazione gli allarmi sull’inquinamento lanciati dall’Agenzia europea per l’ambiente, di alzare i limiti per il Nox di oltre il 100%. Questo non solo comporterà un aumento delle emissioni del Nox ma anche un conseguente aumento delle polveri sottili che avvelenano le nostre città. La stragrande maggioranza dei parlamentari, compresi quelli italiani si è inchinata alle lobby dell’auto calpestando il diritto alla salute e l’ambiente e ignorato gli allarmi drammatici diffusi dall’Agenzia europea per l’ambiente. Quella di oggi – conclude Bonelli – è una bruttissima pagina per le istituzioni europee".

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