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Ricordate la fuoriuscita di petrolio dalla Iplom a Genova? Impossibile la bonifica! La denuncia di Pastorino
"Oggi abbiamo una certezza: il quartiere di Fegino non sara' mai ripagato dell'ingente danno subito ne' tantomeno dei decenni di disagi provocati dai depositi petroliferi presenti in zona. La tanto decantata bonifica non riuscira' ad asportare completamente il sedimento contaminato dagli idrocarburi". L'accusa arriva dal consigliere regionale di Rete a Sinistra, Gianni Pastorino, che commenta la doccia fredda arrivata dai tecnici che hanno effettuato i carotaggi nel rio Pianego, inquinato dagli sversamenti dell'oleodotto Iplom. A 70 giorni dall'incidente, secondo quanto raccontato dal Comitato di zona al consigliere, la sentenza dei tecnici lascerebbe a bocca aperta: lo sversamento e' troppo esteso e rende impossibile rimuovere tutto il petrolio penetrato nelle viscere del terreno.

"Il problema - spiega Pastorino - e' duplice: primo, gli argini del Rio Pianego mostrano segni di fragilita' strutturale, c'e' il rischio che cedano se si scava in profondita'; secondo, i tubi passano sotto l'alveo del torrente, quindi per rimuovere tutto il petrolio filtrato bisognerebbe smontare la conduttura. In questo caso, Iplom dovrebbe affrontare uno stop che sicuramente non e' disposta ad accettare".

Il consigliere di opposizione si chiede anche, di fronte a una situazione che rischia seriamente di restare irrisolta, che cosa ne resti della "lunga passerella di istituzioni che facevano a gara a mostrarsi attente al problema, un susseguirsi di assessori regionali e comunali che si dichiaravano pronti a darsi da fare" immediatamente dopo l'incidente. Oltre al danno, la beffa. Pastorino, infatti, sottolinea come lo scorso 27 maggio il comitato dei cittadini di Borzoli e Fegino si sia visto rifiutare dalla Regione una richiesta di contributo di poche centinaia di euro, necessarie per organizzare la festa di quartiere che si tiene da 22 anni: "Non si da' nulla per scontato - dice il rappresentante di Rete a Sinistra - pero' sarebbe stato un bel segnale, che se non altro avrebbe evidenziato che la Regione si ricordava ancora di quello che e' successo poco tempo fa da quelle parti. Invece niente". Nella lettera di rifiuto si parla di mancanza di fondi, il che, accusa Pastorino, "stride parecchio con i 90.000 euro impegnati dal presidente Toti per un sondaggio che serve a indagare il livello gradimento della sua giunta a distanza di un anno. Facciamo un pronostico: probabilmente a Fegino non sara' cosi' popolare".
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