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Glifosato, la Francia ha già detto "No". E l'Italia cosa aspetta?
La Coalizione #StopGlifosato in concomitanza dell'avvio, a Bruxelles, della discussione in sede tecnica sulla proroga di 10 anni all’uso del glifosato in Europa ha chiesto all'Italia di dichiarare il suo "No". La riunione politica ci sarà il prossimo 5 ottobre ma la preoccupazione della sigla, che riunisce diverse associazioni contrarie all’uso di questo erbicida, è che alla fine si arrivi a un nuovo via libera nei confronti del glifosato, nonostante i pesanti dubbi sull’indipendenza delle valutazioni scientifiche fatte dalle istituzioni europee. Con l'obietetivo di mettere al bando il pericoloso erbicida, e di riformare la procedura di approvazione dei pesticidi nel mese di febbraio era partita l’Iniziativa dei Cittadini Europei che, a distanza di alcuni mesi, ha già raccolto 1.300.000 firme.

Intantol premier francese Edouard Philippe ha decretato la messa al bando del Glifosato entro il 2022 per ogni tipo di scopo previsto. La licenza scade a fine 2017, e utilizzare il principio di precauzione è, come dice il leader dei Verdi Bonelli, "sacrosanto e deve essere applicato anche in questo caso. Infatti il rischio di essere contaminati dal glifosato è reale anche abitando al centro di una grande città come Roma. Le analisi condotte dal Salvagente in una recente ricerca, parlano chiaro: 14 donne su 14 esaminate sono risultate positive alla ricerca di glifosato nelle loro urine.

“Da tempo si parla a Bruxelles – prosegue l’ecologista - del rinnovo della licenza di vendita del prodotto per altri 10 anni, ma nel frattempo è stata comprovata anche la tossicità di questo prodotto che persiste su moltissimi vegetali consumati quotidianamente in milioni di tavole europee e che persiste anche nel sangue di chi ingerisce la sostanza. La questione del Glifosato è fondamentale perché si tratta del principale elemento di composizione del Roundup, uno degli erbicidi più venduti in Europa prodotto dalla multinazionale Monsanto. Per fortuna gli European Greens nel Parlamento di Strasburgo si stanno opponendo, supportati anche da tutti i Verdi dei rispettivi Paesi, una battaglia democratica e per la salvaguardia della salute dei cittadini.”
“Una battaglia che porteremo avanti – conclude Bonelli – con tutti i mezzi a nostra disposizione.”
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