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"Va garantito il diritto allo studio,non regalato un nuovo bonus a chi è già privilegiato". Intervento di Andrea Ferroni, Claudia Candeloro, Filippo Vergassola

Pietro Grasso, “capo politico” di Liberi e Uguali propone l’abolizione delle tasse universitarie, riscoprendo il tema della situazione gravemente iniqua in cui versano l’istruzione e la ricerca, affossate anche da leggi ideate dal partito cui Grasso era iscritto e votate da alcuni dei compagni di lista dello stesso in questa campagna elettorale.

Al netto delle sedicenti coperture finanziarie, rimaniamo stupiti della decontestualizzazione della proposta, che, non tenendo conto della realtà sostanziale, vorrebbe vedere riservato lo stesso trattamento economico a tutti senza considerare affatto il criterio del reddito, proprio ciò su cui invece bisognerebbe intervenire.

Figli di miliardari e di disoccupati avrebbero dunque lo stesso trattamento, in nome di una presunta equità o forse, semplicemente, per esigenze di campagna elettorale.

Va garantito il diritto allo studio, non regalato un nuovo bonus a chi è già privilegiato. A fronte della cronica mancanza di fondi per l'università italiana e a dati sul numero di laureati che ci rendono fanalino di coda in Europa, c'è bisogno di qualcosa di diverso degli slogan estemporanei. Servono risorse per garantire borse e diritto allo studio, e ancora per reclutamento, precari, ricerca. Serve mettere in discussione l’autonomia introdotta dalla pseudo-riforma Berlinguer mettendo in concorrenza le università.

Non ci stupisce che da parte di Liberi e Uguali non sia venuto nessun impegno a porre fine alla vergogna del finanziamento pubblico alle scuole private, di cui portano la responsabilità proprio i sodali di Grasso. Fa piacere che sia stata indicata necessità di porre fine al numero chiuso negli atenei, una delle tante eredità negative che ci hanno lasciato i governi D'Alema.

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