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Stop gabbie negli allevamenti: parte il lancio raccolta firme “End the cage age”
Sono più di 130 le associazioni riunite nella coalizione europea “End the cage age” per l’ Iniziativa dei Cittadini europei (ICE) che chiede la fine dell’uso delle gabbie negli allevamenti. I promotori dovranno raccogliere un milione di firme nell’arco di un anno. Domani il lancio della raccolta alla presenza del ministro della Salute, Giulia Grillo.In Italia 21 milioni di galline, 24 milioni di conigli, 500 mila scrofe e 5 milioni di quaglie sono ancora allevate in gabbia. Nell’Unione europea gli animali allevati in gabbia sono almeno 300 milioni. Questi i numeri denuncia delle associazioni appartenenti a “End the cage age”, di cui 19 italiane: Amici della terra Italia, Animal Aid, Animal Equality, Animal Law, Animalisti Italiani, CIWF Italia Onlus, Confconsumatori, ENPA, Il Fatto Alimentare, LAC – Lega per l’abolizione della caccia, LAV, Legambiente, Lega Nazionale per la Difesa del Cane, LEIDAA, Jane Goodall Institute Italia,OIPA, Partito Animalista, Terra Nuova, Terra! Onlus.
La richiesta della coalizione a Bruxelles è di porre fine alle gabbie per galline ovaiole, conigli, pollastre, polli da carne riproduttori, galline ovaiole riproduttrici, quaglie, anatre e oche; alle gabbie di gestazione per scrofe; alle gabbie di allattamento per scrofe, laddove non già proibite; e ai box individuali per vitelli, laddove non già proibiti.
L’iniziativa era stata registrata dalla Commissione europea lo scorso 11 settembre 2018, data dalla quale decorre la raccolta annuale. Se l’iniziativa riceverà un milione di dichiarazioni di sostegno in almeno sette Stati membri nell’arco di un anno, l’Esecutivo Ue dovrà reagire entro tre mesi. La Commissione può decidere di dare o di non dare seguito alla richiesta e in entrambi i casi dovrà giustificare la sua decisione.
Ricordiamo che l’Iniziativa dei Cittadini Europei è prevista dal trattato di Lisbona ed è stata istituita nell’aprile del 2012. Consente ai cittadini di proporre modifiche legislative concrete in qualsiasi settore in cui la Commissione europea abbia facoltà di proporre un atto legislativo, ad esempio l’ambiente, l’agricoltura, l’energia, i trasporti o il commercio.
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