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Brasile, destra e latifondisti sottraggono undici aree protette agli indigeni
Il 25 settembre scorso, i deputati dello Stato brasiliano di Rondônia ci hanno messo meno di un’ora ad abolire 11 aree protette che si estendevano su circa 600.000 ettari, più o meno il 3% della superficie del Rondônia.

Un provvedimento approvato a tempo di record: il disegno di legge è stato presentato all’Assemblea in mattinata e nel pomeriggio era già passato, ma anche così non si è trattato certo di un fulmine a ciel sereno. Infatti, l’approvazione della rottamazione degli 11 parchi è il frutto di una feroce lotta politica portata avanti dalla Bancada Ruralista, la potente lobby di destra che rappresenta latifondisti e grandi allevamenti di bestiame contro il governo del Rondônia, appoggiato da ambientalisti e indios.

Il 20 marzo il governo dello Stato amazzonico aveva emanato un decreto per la creazione delle 11 aree protette e subito Alex Redano, del Partido Republicano Brasileiro (destra) ha presentato un emendamento costituzionale che rende impossibile per il governo del Rondônia istituire qualsiasi tipo di area protetta senza che l’Assemblea parlamentare venga consultata. L’emendamento è stato approvato lo stesso giorno in cui è stato pubblicato il decreto che istituiva le 11 aree protette.

Ne è seguito un aspro scontro legislativo: l’Assemblea del Rondônia ha emanato a sua volta un decreto che sospendeva la creazione delle aree protette è stato respinto dal Tribunale di Giustizia del Rondônia e quindi l’istituzione delle aree protette è andata avanti.

Ma la Bancada Ruralista non si è data per vinta e ha chiesto l’abolizione della più grande delle nuove aree protette: l’Estação Ecológica Soldado da Borracha, che si estende su 178.948 ettari, in cambio del sostegno a una legge di emergenza che aumenterebbe le entrate del governo, necessarie per pagare servizi essenziali, compresi i salari dei dipendenti pubblici. Il governo dello Stato ha accettato a malincuore questo ricatto che poi si è rivelato una vera e propria trappola.

l’Estação Ecológica Soldado da Borracha, chiamata così in onore delle migliaia di uomini che migrarono nella regione per raccogliere gomma durante la seconda guerra mondiale, era stata istituita a marzo come Reserva de Desenvolvimento Sustentável, (Rds) per permettere alle popolazioni indigene di restare nell’area e di sfrattare i boscaioli illegali che stavano abbattendo la foresta.

Il governo del Rondonia aveva accettato di abolire solo quest’area protetta, ma i deputati della destra e della la Bancada Ruralista gli hanno teso un’imboscata parlamentare approvando un emendamento alla proposta di legge che smantella tutte le 11 aree protette venissero demolite. José Eurípides Clemente “Lebrão”, del Partido Trabalhista Nacional. (destra) ha ammonito il governo che «L’Assemblea è composta da deputati rurali che si occupano quotidianamente dello stato di Rondônia e in particolare dell’agribusiness. L’estinzione delle aree protette possa servire da esempio ai governi futuri che non possono calpestare l’assemblea legislativa».

Maurão de Carvalho ex candidato a governatore (sconfitto) del Rondonia per il Movimento Democrático Brasileiro (centro-destra) ha aggiunto: «Il Rondônia non ha spazio per altre aree protette. In ogni caso ne abbiamo troppe. Dobbiamo permettere al produttore rurale di lavorare liberamente, senza la persecuzione dell’Ibama, senza la persecuzione di alcuni ufficiali della polizia ambientale».
Il Wwf Brasil denuncia che il relatore dell’emendamento, Léo Moraes del Partido Trabalhista Brasileiro (laburismo nazionalista) «Ci ha messo solo due minuti per concludere che le aree protette devono essere cancellate, senza alcun dibattito con la società civile e senza alcun studio tecnico». Moraes ha detto che le aree protette devono essere abolite «Per portare nello Stato uno sviluppo sostenibile e responsabile».
Mauricio Voivodic. Direttore esecutivo del Wwf Brasil, ribadisce che «Questa decisione non è stata discussa con la società civile. Mantenere queste aree protette è fondamentale. Se perdiamo la foresta, perderemo tutti i servizi ambientali da cui dipende l’umanità: acqua, equilibrio climatico, cibo, cultura, medicine, riparo. Quello che stiamo mettendo a rischio in tempo di elezioni è il nostro futuro. Stiamo decidendo il modello di sviluppo che avremo».

Il legale del Wwf Brasil, Rafael Giovanelli ricorda che «Lo stato ha il dovere costituzionale di creare unidades de conservação. Lo stato deve creare unità di conservazione per attuare il diritto delle persone a un ambiente ecologicamente equilibrato, come stabilito nell’articolo 225 della Costituzione federale. Il Rondônia è uno degli stati con il più alto tasso di deforestazione dell’Amazzonia. Pertanto, ha più che mai l’obbligo di creare unità di conservazione. Se non le crea, o se le abolisce, è in debito con la comunità».
Il coordinatore delle politiche pubbliche del Wwwf Brasil, Michel Santos, ha detto che il Panda brasiliano ha chiesto di incontrare il governatore del Rondônia, Daniel Pereira del Partido Socialista Brasileiro, per esporre le sue forti preoccupazioni: «Sia il procedimento di istituzione che di abolizione delle unidades de conservação presuppongono l’esecuzione di studi tecnici. Senza di questo, il procedimento è viziato e deve essere dichiarato nullo. Come per l’istituzione, anche l’abolizione delle unità di conservazione deve contemplare la partecipazione della società civile, cosa che non è avvenuta in questo caso».

Secondo Mariana Napolitano, che coordina l’ Iniciativa de Água del Wwf Brasil, «Questo è ancora un altro esempio di come eventi di PADD (Protected Areas downgrading, downsizing and degazettement, ndr), mossi da interessi politici locali, stanno mettendo in pericolo le strategie e gli impegni a livello nazionale, compresi i significativi finanziamenti che sono stati investiti nella creazione di queste aree»
Delle 11 unità di conservazione istituite dal governo del Rondônia 4 erano riserve integrali, mentre nelle estações ecológicas Umirizal e Soldado da Borracha e nei Parchi Statali Ilha das Flores e Abaitará e nelle altre aree protette era consentito lo sfruttamento sostenibile delle risorse naturali.
Il Programma Áreas Protegidas da Amazônia (Arpa) 657 mila real nella creazione di aree protette attraverso una cooperazione tra il Secretaria de Desenvolvimento Ambiental de Rondônia, o Fundo Brasileiro para a Biodiversidade (Funbio) e o Ministério do Meio Ambiente. L’Arpa sostiene finanziariamente lo sviluppo deggli studi necessari e la realizzazione di consultazioni pubbliche.

Dietro l’abolizione delle aree protette c'è la corsa all’accaparramento delle terre da parte della Bancada Ruralista. Secondo gli ultimi dati pubblicati dall’Istituto Brasileiro de Geografia e Estatística, mentre 30 anni fa, era stata abbattuta solo il 2% della superficie forestale del Rondônia, ora la superficie deforestata è salita al 28,5%, il livello più alto in qualsiasi Sato dell’Amazzonia brasiliana. La ragione principal e il massiccio arrivo di famiglie affamate di terra, incoraggiato dal governo, insieme all’espansione incontrollata del disboscamento e della bonifica dei terreni per l’allevamento del bestiame.

Gli ambientalisti sostengono che è evidente che ormai rimane pochissima terra da poter deforestare legalmente. Secondo il Codice Forestale del Brasile, tutti i proprietari di proprietà rurali all’interno di una zona di nove Stati nota come Amazzonia legale sono tenuti a lasciare l’80% del loro territorio come riserva forestale indisturbata.

Le aree protette, incluse le riserve indigene, coprono circa il 40% del Rondônia quindi i disperati alla ricerca di un fazzoletto di terra e i grandi fazendeiros e i boscaioli abusivi stanno invadendo aree protette. Gli ambientalisti mettono in guardia sulle possibili conseguenze: «Queste incursioni illegali potrebbero provocare un’escalation dei conflitti per la terra con i gruppi indigeni e con chi applica la legge da parte del governo, che potrebbe diventare sempre più violenta. Inoltre la Bancada Ruralista con le elezioni di domenica scorsa ha rafforzato la sua presenza nel Parlamento del Rondônia.

Anche qui, i ricchi latifondisti e allevatori sfruttano politicamente la miseria dei poveri contadini per muovere guerra ad altri poveri che difendono le loro terre da chi vuole distruggerle.

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