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Fca, si apre a Torino il confronto sul rinnovo del contratto aziendale. Fiom chiede l'equiparazione
Per gli oltre 80.000 dipendenti italiani di FCA e di CNH (trattori e camion) si è aperta una settimana decisiva. Oggi a T'orino si è aperta la trattativa sul contratto che, com'è noto, è aziendale e non più legato a quello dei metalmeccanici, mentre giovedì azienda e sindacati discuteranno dei dettagli dei nuovi modelli da lanciare nei prossimi anni e dunque di occupazione. Sul primo fronte la posizione dei sindacati è chiarissima. Quelli che hanno firmato il contratto aziendale (Fiml, Uilm, Fismic, Ugl e Quadri), chiedono un aumento pari a 175 euro lordi mensili e la conferma del sistema dei premi che in FCA sono diversi a seconda del livello di efficienza da fabbrica a fabbrica che in FCA valgono - in media - oltre 4.300 euro e in CNH 3.400.

La Fiom-Cgil, che non ha firmato il contratto aziendale e tratterà a parte, chiede in sintesi l'equiparazione delle buste paga FCA a quelle del contratto nazionale. La trattativa non si apre sotto i migliori auspici. Quest'anno, per la prima volta da 5 anni a questa parte durante i quali è tornata sopra quota 1 milione di pezzi, la produzione delle fabbriche italiane di FCA è in calo. Nella scorsa trimestrale, inoltre, i margini (Ebit) della FCA europea sono stati bassissimi (-0,5% per l'esattezza) contro un 10,2% registrato in Nord America e un brillante 4,2% incassato in Sud America.

La delegazione Fiom è stata guidata da Francesca Re David, segretaria generale Fiom, e Michele De Palma, segretario nazionale della stessa categoria Cgil e responsabile automotive.
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