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Ex Ilva: ArcelorMittal conferma linea di andare via. Il Governo attacca, la magistratura si muove
Lucia Morselli, l'Ad di ArcelorMittal Italia, conferma la volontà di rescindere il contratto e 'restituire' l'ex Ilva dal prossimo 4 dicembre. Lo fa puntando tutto su un argomento netto: dopo lo stop allo scudo penale portare avanti il il piano di risanamento ambientale per l'acciaieria di Taranto "ora è un crimine".

I sindacati non escludono "un'insubordinazione dei lavoratori" per non spegnere gli altiforni. Il premier Giuseppe Conte attacca: "pagheranno i danni!". Ma si muove anche la magistratura. Infatti la Procura di Milano apre un fascicolo esplorativo in difesa degli interessi pubblici anche nel giudizio civile. "Ben venga anche l'iniziativa della Procura", commenta Conte, che alza i toni con l'azienda: "Il Governo non lascerà che si possa deliberatamente perseguire lo spegnimento degli altiforni"; "Arcelor Mittal si sta assumendo una grandissima responsabilità", lasciare l'ex Ilva "prefigura una chiara violazione degli impegni contrattuali e un grave danno all'economia nazionale. Di questo ne risponderà in sede giudiziaria", anche in termini di "risarcimento danni", avverte il premier.

Per Matteo Renzi l'ex Ilva va tenuta aperta "a ogni costo": garantisce il sostegno di Italia Viva alle iniziative del Governo per non far spegnere gli altiforni: "Sarebbe un disastro per Taranto, una follia". Dal Pd il ministro Francesco Boccia dice che "la proprietà non deve assolutamente permettersi di spegnere la fabbrica. Non ne ha il diritto". 

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