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Ambiente, carcere per chi si ostina a negare l'inquinamento dell'aria
Per obbligare un'autorità ad adottare misure di risanamento dell'aria previste dalla direttiva Ue in materia, si può ricorrere anche all'arresto, se questa misura ha fondamento giuridico nel diritto nazionale e se viene rispettato il principio di proporzionalità.

Lo afferma la Corte Ue, intervenuta nel contenzioso tra l'organizzazione ambientalista tedesca Deutsche Umwelthilfe e il Land della Baviera, già condannato dai tribunali nazionali per tre volte per non aver adottato misure per migliorare la qualità dell'aria.
Alla quarta causa, il Land ha annunciato pubblicamente di non voler adempiere ai suoi obblighi e Deutsche Umwelthilfe ha chiesto il carcere. La Corte Ue ha chiarito che il giudice nazionale può adottare una misura del genere nei confronti dei responsabili del Land Baviera, a determinate condizioni. "La sentenza è un precedente per sanzioni più forti - commenta Ugo Taddei di Client Earth, l'associazione di avvocati ambientalisti che segue il caso - e multe più elevate per le autorità che non agiscono. Potrebbero andare a un fondo per l'aria, per aiutare a risolvere il problema".
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