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"L'emergenza abitativa è uno dei problemi reali irrisolti. La situazione è al collasso". Il Domenicale di Controlacrisi, a cura di Federico Giusti
Le scuole cadono a pezzi, gli ospedali sono ospitati in edifici fatiscenti o comunque vecchi e malandati, l'edilizia residenziale pubblica è al collasso e riesce a coprire solo il 30% delle richieste di fabbisogno come conferma la ricerca di Nomisma di pochi anni fa.
C'è una forte richiesta di case popolari da parte di chi ha basso reddito o vive di pensioni minime, del resto se un affitto supera il 30% delle entrate familiari, aumentano vistosamente le probabilità di cadere al di sotto della soglia di miseria.
Non esiste una fotografia aggiornata dell'abitante medio delle case popolari, anzi le graduatorie per l'affitto diventano terreno minato per la presenza di immigrati perchè le loro famiglie sono piu' numerose e hanno redditi inferiori e quindi maggiore possibilità di accedere alla casa popolare.
La situazione è al collasso tra lo Stato che lesina fondi all'emergenza abitativa e numerosi comuni che distribuiscono con il contagocce anche quei pochi fondi disponibili come denunciato dall'Unione Inquilini.
Centinaia di alloggi di edilizia popolare non vengono assegnati per mancanza di fondi delle aziende comunali e per volontà politica di non ricorrere all'autorecupero (l'inquilino pagherebbe i lavori di ristrutturazione decurtandosi dall'affitto futuro le spese sostenute)
L'emergenza abitativa è uno dei problemi reali irrisolti, nel corso degli anni si sono costruite poche case popolari e soprattutto sono stati lesinati fondi per la manutenzione di quelle esistenti, non mancano casi nei quali complessi edilizi si sono trasformati in autentici ghetti per la irresponsabilità degli amministratori locali e delle loro scelte politiche ed urbanistiche.
Ma, come dicevamo prima, l'assegnazione delle case popolari diventa anche terreno di scontro e pregiudizio dettato da xenofobia e razzismo. "Prima gli Italiani" nei benefici del welfare state, da qui la decisione di certe Giunte di imporre regole diverse ai cittadini stranieri esigendo documenti originali dei loro paesi di provenienza e non il semplice Isee. Il caso Lodi è emblematico: obbligare le famglie dei migranti a pagare il massimo della retta per mensa e scuolabus significa di fatto escluderli dal servizio. Prima Gli Italiani allora è lo slogan per coprire le politiche di riduzione dei servizi sociali e di progressivo indebolimento del welfare, si scatena l'odio verso i migranti accusandoli di rubarci casa e lavoro ma allo stesso tempo non si investe neppure per gli italiani, non si costruiscono case popolari, non si aumentano i salari, non si riducono le tariffe, si ricorrre invece a Regolamenti comunali iniqui e anticostituzionali (ma dimostrarli tali significa caricarsi di una lunga e costosa causa ) per escludere i migranti solo perchè i servizi offerti sono insufficienti per tutti i bisognosi. Il razzismo è arma di distrazione di massa per coprire politiche antisociali, è bene prenderne atto.
Altro aspetto significativo da esaminare è l'edilizia sanitaria: molti ospedali e presidi sanitari sono ancora ospitati in strutture vecchie per la manutenzione dei quali i costi alla fine sono elevati, forse anche maggiori, rispetto alla costruzione di edifici nuovi. In Italia manca un censimento nazionale che permetta di cogliere le criticità dell'edilizia sanitaria e di programmare investimenti adeguati, tuttavia sono assenti anche ricerche per valutare i luoghi piu' idonei dove collocare ospedali, asili e scuole, il piano finanziario e la parte urbanistica dovrebbero essere preceduti da uno studio tecnico sanitario e tutto dovrebbe partire dai piani regionali seguendo, passo dopo passo, la fase di attuazione degli stessi.
L'abbandono dell'edilizia sanitaria è anche il risultato di una visione errata della salute e dei processi di privatizzazione o dei project financing .
Chiudiamo sull'edilizia scolastica abbandonata dopo la soppressione delle Province alle quali spettava la gestione degli edifici che ospitano gli istituti superiori. In queste settimane ci sono state occupazioni studentesche legate a rivendicazioni di scuole sicure (non nella accezione di Salvini) , scuole dove gli impianti di riscaldamento funzionino, non piova dal tetto e i laboratori e le palestre siano presenti e funzionanti. Numerose scuole italiane sono in condizioni pietose, prive di materiale didattico aggiornato e di strumenti di lavoro degni di questo nome. La qualità dello studio si deteriora in assenza di percorsi didattici adeguatamente supportati ma questa qualità viene ogni giorno messa a rischio da tagli e mancati investimenti.
Numerosi enti locali stanno dismettendo le scuole materne comunali trasferendole allo stato, analoga scelta viene fatta con i servizi a domanda individuale, i nidi, esternalizzati perchè il costo del personale a gestione diretta viene ritenuto troppo elevato.
Sono esempi eloquenti di un paese che non cresce perchè ha rinunciato a investire senza programmare il futuro partendo proprio dalle scuole di ogni ordine e grado e dalla dignità delle strutture sanitarie.
Anche questi sono aspetti significativi che aiutano a comprendere i significati della recessione senza cadere vittime di cifre e luoghi comuni.
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