Sabato 21 Settembre 2019 - Ultimo aggiornamento 17:07
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Il cambiamento climatico causerà un aumento di bambini nati con difetti cardiaci
Ai già troppi terribili impatti in atto o annunciati del cambiamento climatico bisognerà aggiungere anche l’aumento del numero di bambini nati con difetti cardiaci congeniti. A dirlo è lo studio “Projected Changes in Maternal Heat Exposure During Early Pregnancy and the Associated Congenital Heart Defect Burden in the United States”, pubblicato su JAHA – Journal of American Heart Association da un team di ricercatori cinesi e statunitensi, che dice che questa minaccia è imminente: « potremmo iniziare a vedere questa tendenza preoccupante già nel 2025».

Come ricorda lo Smithsonian Magazine, i difetti cardiaci congeniti (CHD) sono già il problema alla nascita più diffuso tra i bambini nati negli Stati Uniti: 40.000 casi ogni anno e alcuni degli autori del nuovo studio in passato hanno preso parte a ricerche che hanno stabilito un legame tra l’esposizione al caldo durante l’inizio della gravidanza e tassi più elevati di CHD. Gli scienziati non sono sicuri del perché questo avvenga, ma studi sugli animali suggeriscono che il caldo può portare alla morte delle cellule fetali, o interferire con le proteine sensibili al caldo, vitali per lo sviluppo fetale.

Il team guidato da Wangjian Zhang, un ricercatore dell’università Sun Yat‐sen di Guangzhou e dell’università di Albany, esaminando i dati esaminato i dati del National Birth Defects Prevention Study, ha realizzato un’ampia indagine che ha riguardato circa 482.000 nascite all’anno tra 1997 e 2007 e le ha incrociate con le previsioni sui cambiamenti climatici dalla Nasa e dal Goddard Institute for Space Studies per simulare i cambiamenti delle temperature massime giornaliere nelle diverse regioni geografiche degli Stati Uniti. E’ così che i ricercatori hanno calcolato le temperature alle quali le donne incinte statunitensi dovrebbero essere esposte in primavera e in estate.

Le previsioni del team dovrebbero far riflettere soprattutto chi – e negli Usa e in Italia non mancano certo – parla molto di salvaguardia della vita del nascituro ma poi è un negazionista scientifico/climatico: «Sulla base del numero di nascite previste tra il 2025 e il 2035, ci saranno altri 7.000 bambini nati con CHD in 8 Stati rappresentativi: Arkansas, Texas, California, Iowa, North Carolina, Georgia, New York e Utah. Si prevede che il Midwest abbia il maggiore aumento dell’esposizione materna al caldo, seguito dal Northeast e dal South».

Uno degli autori dello studio, Shao Lin, un professore alla School of public health dell’università di Albany, conclude: «I nostri risultati sottolineano l’impatto allarmante dei cambiamenti climatici sulla salute umana e sottolineano la necessità di una migliore preparazione per affrontare l’aumento previsto in una condizione complessa che spesso richiede assistenza e follow-up permanenti, Il cambiamento climatico ci sta portando velocemente verso il disastro; la ricerca suggerisce che anche se dovessimo fermare tutte le emissioni di combustibili fossili domani, il sistema terrestre è così fuori norma che il nostro pianeta continuerà a scaldarsi . Quindi è importante che i medici diano consigli alle donne incinte o che pensano di rimanere incinte su come proteggersi da eventi di caldo estremo. E’ particolarmente importante che le donne evitino il caldo estremo durante le prime tre-otto settimane dopo il concepimento, un periodo critico nello sviluppo di un feto in crescita».

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi