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Legambiente torna a sottolineare la pericolosità del petrolio in Basilicata
"In Basilicata è necessario definire una strategia d'uscita dal petrolio e dalle fonti fossili". Lo chiede il presidente di Legambiente Basilicata, Antonio Lanorte, in un comunicato nel quale è specificato "che Legambiente, al passaggio di Goletta Verde diretta in Calabria, ha organizzato un blitz a Marina di Pisticci (Matera) esponendo lo striscione 'Eni Enemy of the Planet' (Eni nemica del Pianeta)". Legambiente "torna a lanciare - è scritto nel comunicato - l'allarme sul pericolo che Eni, l'azienda energetica a prevalente capitale pubblico nemica del clima, rappresenta se le sue politiche non cambieranno direzione di marcia". Secondo l'organizzazione ambientalista, "per la Basilicata e la Val d'Agri l'ultimo appena trascorso è stato un ventennio di sviluppo negato in cui l'attività estrattiva di Eni ha messo a rischio la salute, le risorse naturali, l'economia e l'identità dei territori. Qui, dove negli anni '90 è iniziato lo sfruttamento del giacimento a terra più importante d'Europa, con 38 pozzi, di cui di cui 22 eroganti, non si contano i casi di inquinamento e di incidenti importanti". "Pensiamo che Eni - ha sottolineato il portavoce di Goletta Verde, Mattia Lolli - stia sbagliando rotta e chiediamo al governo Conte di essere coerente con gli impegni sottoscritti a livello internazionale e di avviare al più presto un piano di riconversione delle attività di Eni che punti alle rinnovabili".
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