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Fridays for future, l'Italia in piazza il 27 settembre. Cobas: "La scuola gioca un ruolo fondamentale"
Il 27 settembre, giorno scelto dal movimento "Fridays for future" in Italia per partecipare alla mobilitazione mondiale "Climate Action Week" con uno sciopero a livello nazionale, il terzo "Global Strike for Future", i Cobas della Scuola e del Lavoro privato (ad esclusione dei Trasporti) hanno indetto lo sciopero generale di tutti i dipendenti, rispondendo ad un appello rivolto dai giovani del movimento, e al tempo stesso esprimendo una chiara e autonoma presa di posizione sul tema.

A renderlo noto è Piero Bernocchi, portavoce nazionale dei Cobas. "La scuola - dice Bernocchi - può e deve svolgere un ruolo fondamentale nell'aumentare la consapevolezza nei confronti di queste problematiche. Dobbiamo dimostrare l'assurdità del mito della crescita continua in un sistema finito, ponendo all'ordine del giorno i grandi temi legati alla lotta per la salvaguardia dell'ambiente quali la messa in discussione delle produzioni industriali, il superamento dei combustibili fossili che sono la principale causa di emissioni di CO2, l'abbandono della perversa logica delle "grandi opere", la lotta al consumismo che porta a produrre montagne di rifiuti e bruciare risorse non rinnovabili, oltre a fomentare la guerra dei penultimi contro gli ultimi nella scala sociale e provocare rabbia, odio e infelicità diffusa nell'impossibilità di stare al passo del consumismo enfatizzato dai mass media e dai poteri economici".

Per questi motivi i Cobas scenderanno in piazza il 27 settembre e continueranno le lotte anche in seguito, "consapevoli che non siano pensabili strategie di salvaguardia ambientale che non prevedano anche la giustizia sociale, che non sia possibile una transizione verso un modello di sviluppo sostenibile senza una profonda trasformazione in senso anticapitalista, dove la difesa dei beni comuni prevalga contro la logica del profitto".
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