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Torna la campagna contro il progetto di stoccaggio dell'anidride carbonica firmato dall'Eni
Torna la campagna, con tante iniziative in giro per l'Italia, "IlfuturononsisTocca-NOCCS", contro il progetto dell'Eni di stoccare anidride carbonica prodotta da centrali a gas e industrie nei giacimenti di gas esauriti al largo di Ravenna.
La cattura e stoccaggio di carbonio (CCS) è un procedimento ancora sperimentale che evita l'emissione di gas serra in atmosfera, ma che viene visto dagli ambientalisti come un modo per rallentare la decarbonizzazione e tenere in vita fonti fossili ed attività ad elevate emissioni. "
Gli attivisti della campagna, nata dalla Rete per l'emergenza climatica e ambientale dell'Emilia Romagna e Fridaysforfuture Italia, all'alba della formazione del nuovo governo si mobilitano per chiedere che la ripartenza avvenga in nome di una transizione ecologica realmente sostenibile. In questo orizzonte non c'è spazio per la tecnologia di cattura della CO2 (CCS) che ha proposto Eni per Ravenna: si tratta di un progetto molto costoso dai benefici ambientali nulli e addirittura negativi".

"Il presidente del consiglio designato Mario Draghi ha promesso la creazione di un ministero per la transizione ecologica. I dettagli non sono ancora noti, ma si prevede l'accorpamento dei ministeri di ambiente e sviluppo economico. Scendiamo in piazza per chiedere che la transizione ecologica non venga affidata ad aziende private che seguendo le logiche del profitto ingannano da anni i cittadini con conseguenze devastanti". "I fondi europei per la ripartenza rappresentano un'opportunità unica per assicurare un futuro per tutti, chiediamo che non vengano dati a Eni e ai CCS, né ora né mai, e vogliamo assicurarci che il progetto di Ravenna non venga reinserito nella versione definitiva del PNRR".
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