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Appena insediatosi il Governo deve già affrontare le questioni insolute dal Conte 2 a partire da fisco, lavoro, ammortizzatori sociali

Il neo ministro del Lavoro ha numerose gatte da pelare, il ripristino dei licenziamenti collettivi spianerà la strada alla eliminazione del reddito di cittadinanza.

Confindustria chiede, ed avrà, la riforma degli ammortizzatori sociali, poi passeranno all'attacco del blocco dei licenziamenti per consentire alle aziende di portare avanti processi di ristrutturazione specie laddove si registrano riduzioni di attività produttive dovute alla crisi. Poi passeranno alla modifica del decreto dignità sui contratti a tempo determinato per restituire piena centralità alle tipologie precarie e per finire cancelleranno il reddito di cittadinanza che per un Ministro di Forza Italia sono "soldi che dovrebbero essere destinati alla assunzione di forze dell'ordine".

Attaccando reddito e lavoro si prefigurano scenari repressivi e involuzioni antidemocratiche?

Non è casuale l'apertura al ripristino dei licenziamenti , pur soggetta ad alcuni limiti, da parte della Lega coop, nel frattempo gli esuberi potranno arrivare anche attraverso le mancate proroghe di tanti appalti visto che il loro rinnovo potrebbe avvenire con budget di spesa ridotti e inevitabili tagli occupazionali e salariali. Sarebbe sufficiente riscrivere il codice degli appalti prevedendo l'obbligo di conteggiare il costo del lavoro e rafforzando le clausole sociali oggi fin troppo generiche e aggirabili. Ma se facessero' una scelta del genere avrebbero contro i padroni e una buona parte dell'arco parlamentare a sostegno del Governo Draghi.

Non è da escludere l'ipotesi di una eventuale proroga per pochi mesi del divieto dei licenziamenti collettivi ma solo per alcuni casi, la eventuale decisione sarà poi frutto di mediazione, al ribasso, con i sindacati rappresentativi e comunque aprirà la strada a migliaia di licenziamenti.

L'idea che il ripristino dei licenziamenti sia una scelta inevitabile per favorire processi di ristrutturazione e riposizionamento delle imprese sul mercato puo' essere solo foriera di tagli occupazionali soprattutto nei settori della logistica legata agli aeroporti e dei servizi.

Su un punto invece sono tutti concordi: incassare dal Governo la proroga per tutto il 2021 degli ammortizzatori sociali ma ripristinando i licenziamenti collettivi e se dovesse concretizzarsi questa prospettiva i soli a rimetterci sarebbero i lavoratori e le lavoratrici.

Se una agenda del lavoro oggi è prioritaria, questa agenda non puo' tramutarsi in piena libertà di licenziamento e di azione per le imprese e una riforma degli ammortizzatori sociali secondo i desiderata confindustriali.

I nodi stanno venendo al pettine!

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