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Sciopero Cgil, in 180.000 in piazza, tensioni a Roma

11/12/2009 20:00 | CONFLITTI - ITALIA | Fonte: ilmanifesto

ROMA (Reuters) - Circa 180.000 persone sono scese in piazza oggi in diverse città d'Italia per partecipare allo sciopero generale della scuola e della funzione pubblica indetto dalla Cgil che ha denunciato violenze da parte della polizia contro gli studenti che hanno manifestato.

Se secondo il sindacato l'adesione allo sciopero è stata "buona" -- con il 50-60% nel settore pubblico, il 30% della scuola -- per il Ministero della Funzione Pubblica i dati parlano di una cifra inferiore al 10%.

"Si è trattata sicuramente di una buona partecipazione, in particolare per quel 30% del comparto scuola", ha detto Mimmo Pantaleo, numero uno della Flc Cgil, secondo quanto riportato dal sito web del sindacato.

"L'adesione allo sciopero per quanto riguarda il settore del pubblico è tra il 50 e il 60%", ha detto Carlo Podda, segretario della Fp Cgil.

"La Cgil prenda atto che il Paese non si è nemmeno accorto di questo sciopero immotivato, intempestivo e isolato. Ma soprattutto rifletta su un dato solo apparentemente paradossale: anche una buona parte dei suoi iscritti ha deciso di non fare sciopero", si legge in una nota del ministro Renato Brunetta.

CORTEI A ROMA, MILANO E NAPOLI

"Sono 180.000 i lavoratori della conoscenza di scuola, università, enti di ricerca e di alta formazione, e i dipendenti pubblici dei ministeri, degli enti locali, della sanità e di tutte le funzioni dello stato che oggi hanno sfilato in tre cortei a Roma, Milano e Napoli", si legge sul sito della Cgil, in cui si precisa che a Roma hanno sfilato 100.000 persone.

Lo sciopero di oggi ha interessato complessivamente oltre tre milioni di persone, e ha riguardato i comparti scuola, università, ricerca e funzione pubblica. Motivo ufficiale della protesta, per la Cgil, le "insufficienti risorse messe in campo dal governo per il rinnovo dei contratti" e anche la difesa della "dignità dei salari" per dire "basta alla precarietà"

Il sindacato guidato da Guglielmo Epifani ha chiesto di "rinnovare i contratti scaduti dei dipendenti pubblici e tornare a investire nell'istruzione e nella ricerca. Sono queste le due richieste fondamentali che il sindacato avanza al governo con lo sciopero generale del pubblico impiego e della scuola", come ha detto lo stesso leader nel suo comizio a Roma.

In precedenza Epifani, le cui parole sono state riportate dal sito web della Cgil, aveva criticato senza nominarli, Cisl e Uil, affermando che "gli altri sindacati hanno fatto un'altra scelta, fino ad oggi non hanno fatto sostanzialmente nessuna iniziativa di massa. Fino a quando c'era il governo Prodi minacciavano un'iniziativa al giorno, oggi li vedo molto più tiepidi".

TENSIONI A ROMA

A Roma il corteo del sindacato è stato affiancato dalla manifestazione degli studenti universitari, partiti dall'ateneo della Sapienza.

Polizia e carabinieri hanno impedito ad alcune migliaia di studenti dell'Onda che volevano deviare dal percorso - che terminava ufficialmente a piazza del Popolo - di raggiungere il Ministero dell'Istruzione, a Trastevere, dicono fonti della Questura. Davanti al Ministero è invece si è svolto un sit-in autorizzato a cui hanno partecipato circa 200 studenti delle scuole medie, dicono le fonti.

"Hanno dato manganellate agli studenti. E' un fatto gravissimo come lo è altrettanto la scelta di aver evitato ai ragazzi di andare al ministero", ha detto Pantaleo della Flc Cgil.

"Agli studenti va tutto il nostro sostegno. La manifestazione era stata autorizzata fino al ministero e poi, per motivi incomprensibili, è stato deciso di vietarla. Non riusciamo a comprenderne davvero le ragioni".

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