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Fiat, ore drammatiche per gli operai sul tetto
Sono ancora sul tetto del capannone Fiat dello stabilimento di Termini Imerese i 16 lavoratori della Delivery Email, che hanno ricevuto le lettere di licenziamento in seguito alla decisione della Fiat di riassorbire le attività di pulizia finora assegnata in appalto alla loro ditta.

“Siamo ancora qui sotto la pioggia e infreddoliti - dice Tommaso La Bua che ha passato la seconda notte sul tetto con gli altri lavoratori- ma non intendiamo mollare. C'è anche un nostro collega con l'influenza, ma non siamo intenzionati a scendere fino a quando non avremo certezza di un posto di lavoro£.

I lavoratori si trovano a un'altezza di circa venti metri e hanno dormito in sacchi a pelo per terra.

Uno dei 16 operai è stato colto da un malore. Le condizioni atmosferiche sono pessime: a Termini Imerese piove, soffia un forte vento e fa freddo.

Per aiutare il lavoratore in difficoltà sono saliti sul tetto anche i segretari territoriali della Fiom e della Uilm Roberto Mastrosimone e Vincenzo Comella. I due segretari parlano di "situazione drammatica" con i lavoratori "in condizioni disperate ma decisi a proseguire la protesta" e accusano le autorità competenti di "non fare nulla per trovare una soluzione a questa drammatica vicenda".

Gli operai della "Delivery Email" hanno avviato la loro protesta dopo avere ricevuto le lettere di licenziamento in seguito alla decisione della Fiat di riassorbire a partire dal primo febbraio le attività di pulizia dei cassoni finora assegnata in appalto alla Delivery email.

“Gli operai sul tetto del capannone Fiat testimoniano un dramma che sta coinvolgendo decine di famiglie e che rischia di ampliare i suoi confini se i piani dell’azienda verranno mantenuti. A questi operai va il nostro sostegno e la nostra solidarietà uniti a un grido d’allarme rivolto alle istituzioni affinché facciano qualcosa”. Lo dice Mariella Maggio, segretaria generale della Cgil siciliana.

“Lì sopra è terribile. Ho toccato le facce fredde di questi lavoratori, hanno i volti gelati. Mi è venuto da piangere. E' una situazione drammatica. Queste persone hanno mogli e bambini. Mi sento impotente”. Queste le parole dell'arciprete di Termini Imerese, Francesco Anfuso, raccolte dall’Ansa.
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