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FANTOZZI - PRC: ROSARNO, MARONI RECITA INUTILI GIACULATORIE ALLA BASE DELLA RIVOLTA ODIERNA LA CONDIZIONE DISUMANA DEI LAVORATORI MIGRANTI


E’ probabile che il ministro dell'Interno Maroni, che di fronte alla situazione drammatica di Rosarno non sa far altro che recitare le consuete giaculatorie leghiste, abbia mangiato in queste vacanze di Natale le arance e le clementine raccolte nella piana di Gioia Tauro dagli immigrati.

La rivolta di ieri, scatenata dall’ennesimo episodio di aggressione subita dai migranti, ha alle spalle la condizione disumana in cui i lavoratori stranieri sono costretti a vivere, come sa chiunque si sia occupato di una vicenda da tempo nota.

Lavoratori che sono una parte indispensabile del comparto agricolo calabrese e che lavorano dieci ore al giorno per venticinque euro, che vivono in mezzo ai rifiuti e all’eternit (abbondante nella cartiera andata a fuoco pochi mesi fa), bruciano la plastica per riscaldarsi, consumando in fretta l’unico bene di cui dispongono: la propria salute e forza fisica. Braccia e corpi usa e getta.

Da più parti ci si è adoperati per alleviare una situazione estrema, ma non certo isolata, a cominciare dall’associazionismo laico e religioso. Ma è impossibile che si risolvano situazioni di questo tipo se non si modificano gli indirizzi politici di fondo: costruendo strutture dove i lavoratori migranti possano vivere decentemente, consentendone la regolarizzazione perché possano sottrarsi ai mille ricatti che gravano sulle loro vite. Solo in questo modo è possibile evitare che aumenti l’imbarbarimento sociale.
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