La manifestazione torinese di domani (14,30 in piazza Carlo Felice), intitolata “Macerie”, era in programma da tempo programmata. Doveva essere un semplice evento dimostrativo: depositare, nella centralissima piazza Castello, mattoni, calcinacci, filo spinato e frammenti di reticolati provenienti dalla Maddalena di Chiomonte, la zona in cui si trova il cantiere del Tav.
La grancassa mediatica degli arresti (4 devono ancora essere eseguiti) trasformerà un po’ il carattere dell’iniziativa, a cominciare dalla partecipazione. Tutti, perfino i servizi di intelligence, prevedono l'arrivo di molte più persone (oltre a diverse forze politiche e sindacali). Dal Comitato promotore si chiede di “non mettere in atto iniziative individuali”. Dibattiti e discussioni sono continuate per l'intera giornata e gli ultimi nodi non si scioglieranno che a poche ore dall'inizio dell’iniziativa.
Un assaggio del “taglio” della manifestazione di Torino lo si è avuto oggi a Milano, dove un centinaio di persone ha manifestato in stazione centrale in segno di solidarietà con gli esponenti del movimento No Tav arrestati ieri. Tra gli striscioni, uno recitava “In Val Susa c'eravamo tutte/i. Ora e sempre No Tav. Lollo, Mau e Nic liberi subito”. In piazza Duca d'Aosta, antistante la stazione, c'è stato qualche spintone tra i manifestanti e la polizia, che ha circondato gli esponenti No Tav nell'area recintata in cui sono in corso lavori di ristrutturazione.
Intanto lunedì prossimo, a Roma, il Ministro dei Trasporti della Francia e il viceministro italiano alle infrastrutture Mario Ciaccia firmeranno il nuovo trattato internazionale per la realizzazione del Tav Torino-Lione, per il quale sno previsti investimenti per 8,2 miliardi di euro.
Per quanto riguarda le altre iniziative si sta ragionando sul 26 febbraio: una marcia di protesta da Bussoleno a Susa, in provincia di Torino, che vedrà nuovamente sfilare i militanti del movimento No Tav e i sindaci che sostengono la maggioranza del presidente Sandro Plano nella Comunità montana valli di Susa e Sangone. “Al momento - spiega Plano - non c'è ancora certezza e dobbiamo valutare ancora alcuni aspetti, ma in linea di massima lavoreremo su quella data”.
Tra i tanti e le tante che saranno domani a Torino, arriva l’adesione di Rifondazione comunista. Ad annunciarlo è il segretario nazionale di Prc, Paolo Ferrero che aggiunge: “Noi siamo da sempre dalla parte del movimento e sappiamo che non si farà intimidire, banalmente perchè ha ragione da vendere!” “Si tratta di un'opera inutile e dannosa per l'ambiente e il territorio della Val di Susa - ribadisce Ferrero - chi contesta questo progetto, come fanno i valsusini e tutti coloro che gli danno una mano da anni, con la disobbedienza civile, dice solo la verità, che dovrebbe essere invece presa in seria considerazione dal 'governo tecnicò in un periodo di crisi economica come questo”. “È vergognoso che i soldi pubblici vengano sprecati in un'opera inutile sul piano dei trasporti e dannosa sul piano dell'ambiente e della vita in valle. Ora e sempre no alla Tav”, conclude Ferrero.
Altra adesione, quella del Forum Italiano dei Movimenti per l'Acqua. “Molti attivisti No Tav – si legge in una nota- sono infatti impegnati attivamente nella campagna contro la privatizzazione del servizio idrico e la mercificazione dell'acqua”. “Conoscendo bene, anche sulla pelle di alcuni nostri attivisti, il rischio che corre chi va a toccare interessi economici molto forti, temiamo che l'ondata di arresti di ieri rappresenti un monito a tutte le vertenze aperte nel nostro paese e che sia una mossa per screditare tutto il movimento No Tav, e i movimenti i generale, mostrandoli agli occhi dell'opinione pubblica come un manipolo di violenti”. Il Forum Acqua ricorda che “partecipazione, democrazia dal basso, difesa del territorio non possono essere arrestate”.




