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Ultimi 10 anni, abitazioni in aumento di 1.571.641. Peggiora la precarietà abitativa
Da meno di un mese l'Istat ha reso noto il 15esimo Censimento generale della Popolazione e delle Abitazioni, con data di riferimento al 9 ottobre 2011.
I dati emersi permettono di avviare un ragionamento su quello che, ancora oggi, è il problema della precarietà abitativa a partire, per essere chiari, da un aumento di edilizia a cui non corrisponde, tuttavia, un miglioramento delle condizioni di chi oggi vive in uno stato di emergenza abitativa.

Secondo i dati riportati dal censimento 2011 in Italia le abitazioni occupate da residenti, non residenti e non occupate è pari a 29.074.722.
Nel dettaglio quelle occupate da residenti risultano 23.998.381. Le abitazioni occupate da non residenti, vale a dire realtà come studenti fuori sede o immigrati, ma anche quelle sfitte, risultano 4.994.274. 

Per la questione sfratti il documento statistico rileva che le richieste di esecuzione di sfratti presentate alle forze dell’ordine da parte degli ufficiali giudiziari risultano 123.914. Dunque gli sfratti eseguiti in presenza dell’ufficiale giudiziario assistito dalle forze dell’ordine sono stati 28.641.
Non sono noti invece i dati relativi a chi in modo spontaneo lascia l’alloggio senza attendere l’arrivo della forza pubblica.
I dati ufficiali sono forniti dal Ministero dell'Interno che, nello specifico sulla questione "abitazione", fornisce altri dati: tra il 2001 e il 2011 le sentenze di sfratto emesse sono state 544.602, quelle di esecuzione dello sfratto con forza pubblica 1.159.033 e gli sfratti eseguiti con la forza pubblica raggiungono un dato drammatico, vale a dire 477.903.
Di fatto dunque, in Italia, vengono eseguiti 140 sfratti al giorno, ma, elemento non trascurabile, ogni sfratto non prevede il trasferimento dell'inquilino, mononucleo o famiglia che sia, "da una casa all'altra", proposta che invece rientra tra le diverse presentate da chi si occupa del diritto all'abitare. Tra queste realtà il sindacato Unione Inquilini.  

Altro dato relativo alla casa e fornito dal censimento 2011 è quello sulle abitazioni che tra il 2001 e il 2011 sono aumentate di 1.571.641.

Cosa vuol dire? Significa che nel nostro Paese si è costruito moltissimo, ma a voler entrare nello specifico, vuol dire soprattutto che questo costruire non è andato a fronteggiare l'emergenza abitativa.
"Sono ancora 650.000 le famiglie in graduatoria nei comuni per le case popolari. Non è di certo a loro che hanno destinato queste 1.571.641 abitazioni - dichiara Massimo Pasquini, dell'Unone Inquilini - né tanto meno le hanno destinate alle 477.903 famiglie protaginiste di sfratti esecutivi".  

Anche per le case affittate in nero si parla di grandi numeri, circa un milione, questo rimarca il fatto che neanche la cedolare secca è riuscita ad arginare la problematica in questione.
"Il resoconto di questi dati in Italia - conclude Massimo Pasquini- è che vige ancora la logica della speculazione edilizia: non si costruisce per rispondere al fabbisogno reale".
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