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Tute blu e studenti in piazza: no all'austerità e sì ai diritti. Ferrero: "Accordo separato contro i lavoratori"
Migliaia di studenti oggi in piazza nella giornata dello sciopero generale indetto dalla Fiom. “Per ribadire con forza la solidarieta' e la condivisdione delle lotte portate avanti da tutti quei soggetti, come gli operai o i precari, che soffrono la crisi", si legge in una nota gli studenti di Rete della Conoscenza. Intanto, si vanno formando i primi cortei nelle varie città. Bologna è praticamente paralizzata dai vari concentramenti, mentre a Torino alla mobilitazione partecipano anche delegazioni di molte aziende in crisi oltre ai caschi gialli dell’Ilva. La Fiom si è mobilitata in diverse città e regioni(Lombardia, Marche e Toscana sono scese in piazza ieri). Particolarmente sentiti gli appuntamenti di Roma, Cagliari, Napoli, Torino e Palermo.

"Siamo in piazza in moltissime citta' in Italia - dichiara - Federico del Giudice, portavoce nazionale della Rete della Conoscenza - per rimarcare come le nostre lotte siano simili a quelle degli operai di Mirafori, Pomigliano, Melfi, Cassino e delle tante fabbriche di questo paese dove la generazione dei nostri padri subisce la cancellazione dei diritti, l'eliminazione della democrazia nei luoghi di lavoro e l'annullamento del contratto collettivo nazionale. Questo governo prova a giustificare queste manovre dichiarando che sono pensate in nome della nostra generazione. Noi non crediamo minimamente a queste bugie e oggi siamo in piazza per ribadire che non possono cancellare i diritti ai nostri genitori". "Ci siamo mobilitati in questi mesi - gli fa eco Roberto Campanelli, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti - contro il ddl ex Aprea che avrebbe privatizzato le nostre scuole. Siamo riusciti con la forza delle nostra lotte e delle nostre occupazione a bloccare questo provvedimento ma non abbiamo intenzione di fermarci. Per questo oggi siamo in piazza: vogliamo una legge quadro nazionale sul diritto allo studio, un finanziamento adeguato alle scuole di questo paese e un piano di investimento sull'edilizia
scolastica".

A Bologna sono oltre 120 i pullman dei metalmeccanici provenienti da tutta la regione. Il punto d'incontro è a Porta Saragozza da dove partirà il corteo lungo i viali della circonvallazione per raggiungere, intorno alle 12,30, piazza Ravegnana sotto le Due Torri per il comizio conclusivo. In questo punto confluiranno anche gli studenti che partiranno, invece, da piazza XX Settembre. Saranno presenti anche i giovani del collettivo autonomo studentesco per lo sciopero sociale (Cas) e gli universitari di "Occupy Unibo".

Ieri è stato firmato il contratto nazionale da Fim, Uilm, Ugl e Federmeccanica. Il testo prevede un aumento di 130 euro in tre anni ma per la prima volta introduce la possibilita', sulla base di accordi aziendali, di posticipare la seconda e terza tranche fino ad un massimo di 12 mesi. Non solo, ci sono diverse penalizzazione sull’orario di lavoro e per quanto riguarda i periodi di malattia. La Fiom è stata esclusa dalla trattativa e per questo ha presentato ieri un ricorso in tribunale.

Paolo Ferrero, segretario del Prc, parla di “vero e proprio accordo contro i lavoratori”. “Nel contratto firmato da Fim e Uilm e non dalla Fiom – sottolinea Ferrero - nei fatti si da' mano libera al padronato sugli straordinari e si mette in discussione il diritto alla salute, con il non pagamento dei primi tre giorni di mutua nel caso di malattie ripetute''. “E' sempre piu' evidente – conclude il leader del Prc - che serve una legge sulla rappresentanza perche' altrimenti sigle di minoranza come Fim e Uilm continueranno a svendere i lavoratori anche se il sindacato maggiormente rappresentativo -la Fiom- non e' d'accordo. I lavoratori devono poter decidere e votare con un referendum sugli accordi che li riguardano''. 

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