Martedì 14 Luglio 2020 - Ultimo aggiornamento 18:50
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Notizia da prima pagina: un carabiniere in Val Susa che non picchia!

La scena è forte, una schiera di agenti delle forze dell'ordine e un ragazzo che si accalora rivolgendosi ad uno che potrebbe essergli coetaneo. L'agente non reagisce e il fatto diviene la notizia del giorno, tanto da spingere ad un accorata presa di posizione i pezzi da Novanta del Pd
I senatori del Partito democratico Anna Finocchiaro, Luigi Zanda e Nicola Latorre, hanno chiesto al Comando generale dell'Arma dei carabinieri di «poter stringere la mano in segno di solidarietà e di ringraziamento al carabiniere che ieri in Val di Susa è stato vigliaccamente insultato da un “dimostrante privo di onore”». La scena in questione a cui gli zelanti senatori fanno riferimento è visibile sul sito www.corrieredellasera.it e commentata con altrettanta indignazione dal giornalista di turno. Ora certamente va considerato fatto positivo il fatto che l’agente col costume da robocop, dietro cui celano i volti le truppe di occupazione in Val Susa, non abbia reagito anche se viene da pensare che un suo peso l’abbia giocato la presenza di una telecamera. Cosa ne pensano però gli zelanti senatori che parlano di “dimostranti privi di onore” del fatto che gli stessi agenti, la notte hanno lanciato lacrimogeni dentro le case di un paesino della valle? Cosa ne pensano delle tante scene di pestaggio gratuito, di idranti e gas urticanti lanciati a piene mani? Fra loro c’era lo stesso agente elogiato o erano altri suoi colleghi? Impossibile saperlo perché, zelanti senatori, in Italia non è neanche possibile dotare le forze dell’ordine di un numero di riconoscimento. Il dimostrante che apostrofava provocatoriamente l’agente invece, era a volto scoperto, identificato e identificabile in ogni momento, uno dei tanti che si oppongono allo scempio del territorio della Val Susa. Ora, per il Corriere della Sera è scontato scomodare Pasolini in uno dei suoi più celebrati editoriali, classico e scontato il paragone fra il povero agente che fa solo il suo dovere e il manifestante magari figlio della bella borghesia. Poi però si torna indietro di poche ore, si torna a guardare quanto accaduto a Luca Abbà, ancora in coma farmacologico, che vive dei prodotti della propria terra e che per difenderla è disposto a sacrificare se stesso. E tornando ancora indietro guardiamo le donne, gli uomini, i bambini, gli anziani che hanno visto e vedono il volto più brutale dello Stato, quello da padrone cruento che si appropria rapace della loro ragione di vita. Per questi nessun abbraccio e nessuna stretta di mano, nessun encomio e nessuna solidarietà ma insulti e ipocrisia. Ci si preoccupa per la tensione che sale ma non si fa nulla perché diminuisca, si accetta tranquillamente che in un cantiere si accelerino i lavori con un uomo quasi morto a terra. Si ignorano gli incendi dolosi delle automobili di alcuni manifestanti, per questi nessun interesse? C’è da pensare che la sola cosa che interessa gli zelanti senatori del Pd è che l’opera si realizzi al più presto, che le decisioni prese in nome del solo profitto diventino esecutive, con ogni mezzo, anche con l’occupazione militare. L’agente insultato ha fatto in quel momento il proprio dovere e si è dimostrato forse all’altezza della divisa che indossa, i senatori del Pd no.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi