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"Da Milano a Bruxelles, la lotta ha una direzione". Intervista a Andrea Cegna del Zam
Quali sono i temi che porterete in piazza il 31 marzo?
Nell’appello al lancio del corteo del 31 ci sono temi come il debito, l’attacco ai diritti del lavoro e la cancellazione del welfare, anche per quei soggetti emarginati come gay lesbiche e trans. Ma ci sarà spazio anche per realtà come i Comitati no Tem, una bretella autostradale per un collegamento a sud est di Milano con la A51.

Come sottolineeresti l’importanza di questa giornata di lotta?
Questa giornata è molto importante perché è il primo corteo nazionale contro il governo Monti e il primo corteo contro un obiettivo vero che andrà ad invadere la capitale della finanza. Rispetto ad altri cortei che avevano obiettivi ampi questo hai l pregio di puntare ad un obiettivo determinato. Sta dando la possibilità a molti soggetti di lanciare la mobilitazione contro la Bce a Francoforte.

Cosa caratterizza questa fase della crisi economica rispetto alla mobilitazione dei movimenti?
Il fatto è che ormai siamo entrati nel quarto anno della crisi e si stanno definendo le politiche di austerity. I soldi ci sono ma c’è chi ne vuole sempre di più a discapito di tanti. Chi sta sotto nella scala sociale, come dice il comandante Marcos, sente di più il vento che soffia. Questa crisi ha un carattere molto particolare, è globale ed europea. E quindi c’è la necessità di colpire gli obiettivi a livello europeo. L’austerity sta imponendo ai governi il pareggio di bilancio ma c’è una parte del debito legato al welfare che è assolutamente legittimo. La parte illegittima, quella che si è creata per permettere speculazioni finanziarie non deve essere pagata. Il nemico non è il debito pubblico ma la richiesta di pagamento di Fmi e Bce e agenzie di rating.

Il movimento continua il suo carattere carsico e multiforme. Prima gli indignados, poi occupy, oggi l’Europa…
Abbiamo visto come occupy e gli indignati si sono mossi, ma il difetto è stato quello di suscitare un grande immaginario senza avere la forza di creare una mobilitazione generalizzata contro gli obiettivi. Questa è una nuova fase in cui è necessaria la creazione di un movimento europeo capace di andare a toccare le problematiche reali di sviluppo della crisi. Diffusione della trasversalità contro un obiettivo preciso. Capacità di unire tutti i soggetti che generalmente vengono indicati come quelli che stanno in basso.

Qual è il polso della situazione?
Siamo entrati alla fine all’interno del percorso organizzativo. Al nostro interno sentiamo una certa attenzione a questo corteo. L’unico punto negaivo è che sentiamo attenzione dal corpo militante e un po’ meno dal quello non militante. Un corteo del genere comunque è necessario e rimette in mondo una vertenzialità politica dal basso.

 

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