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No Tav, l'11 aprile riprende la lotta contro i cantieri

Mercoledì 11 aprile la lotta del movimento No Tav in val di Susa riprende. Dopo i drammatici fatti di fine febbraio in cui Luca Abbà è rimasto gravemente ferito, il movimento ha deciso di continuare l'azione di contrasto dell'esproprio dei terreni. E invita tutti e tutte a unirsi nelle mille forme che sono state sperimentate in quest'ultimo periodo

Occupazione legale dei terreni sequestrati. Per il prossimo mercoledì 11 aprile il movimento No Tav della val di Susa sta preparando le cose in grande. Hanno convocato i proprietari per la procedura di occupazione “temporanea” dei terreni. E così intendono rispondere agli espropri che lo Stato intende portare avanti per avviare i lavori di costruzione dell’Alta velocità. I proprietari “potranno entrare nel fortino fortificato come guerra solo uno alla volta: se qualcuno non si presenta procederanno comunque”, si legge in un comunicato-appello firmato dal movimento. “L’importante è dare una patina di legalità all’imposizione violenta di una grande opera inutile. Da quel giorno le ditte potranno cominciare davvero i lavori”.

Il movimento si rivolge “a tutti gli uomini e donne che, in questi lunghi mesi di occupazione militare, in questi mesi di lotta e resistenza NoTav, si sono schierati al nostro fianco in ogni dove d’Italia”. “Grazie a voi – prosegue il documento - è stato chiaro a chi ha cuore e intelligenza che la lotta dei No Tav di quest’angolo di Piemonte è la lotta di tutti coloro che si battono contro lo sperpero di denaro pubblico a fini privatissimi, contro la devastazione del territorio, contro la definitiva trasformazione in merce delle nostre vite e delle nostre relazioni sociali”.
E’ chiaro che “dopo la terribile giornata del 27 febbraio, quando uno di noi ha rischiato di morire per aver tentato di intralciare l’allargamento del fortino della Maddalena”, il moltiplicarsi dei cortei, dei blocchi di strade, autostrade, porti e ferrovie, in decine e decine di grandi e piccole città italiane ha dato forza al movimento della Val di Susa un po’ su tutti i fronti. Il 27 febbraio non si sono limitati a mettere a repentaglio la vita di uno dei noi, hanno occupato un altro pezzo di terra, l’hanno cintata con reti, jersey, filo spinato.

“Facciamo appello perché quel giorno e per tutta la settimana, che promoviamo come settimana di lotta popolare No Tav, ci diate appoggio. Abbiamo bisogno che la rete di solidarietà spontanea che ci ha sostenuto in febbraio, diventi ancora più fitta e più forte.
Non vi chiediamo di venire qui, anche se tutti sono come sempre benvenuti, vi chiediamo di lottare nelle vostre città e paesi”.

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