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Deija, Fatimata e Fatima, le tre donne in fuga raccolte nel campo rifugiati di Mberra
Deija, Fatimata e Fatima: tre donne del Mali accomunate dalla giovane età, dal fatto di essere rimaste vedove e di essere in fuga, insieme ai figli, dalla violenza nel loro Paese. Le storie delle tre giovani vedove sono state raccolte dall'ong Intersos nel campo rifugiati di Mberra, in Mauritania - dove sono arrivati in pochi mesi oltre 70 mila rifugiati dal Mali diviso in due dalla guerra - alla vigilia della Giornata mondiale del rifugiato che si celebra domani.
DEIJA - Ha appena 16 anni. Nata a Toumbouctou, viveva con i genitori e ha frequentato la scuola fino al quinto anno. Nel 2010 ha perso la madre e il padre l'ha costretta a sposare un cugino. Aveva 14 anni, non voleva quel matrimonio, ma continuare a studiare. Il padre la forzò.  "Sono stati momenti molto orribili per me. Pensavo a mia madre e mi domandavo perché‚ se ne fosse andata, lasciandomi da sola".
Quando anche suo padre è morto, Deija si è ritrovata con i suoi 4 fratelli minori orfani e con un marito che non amava. Alla fine del 2011, il marito Š scomparso senza lasciare traccia: lei è rimasta nella casa di Toumbouctou fino al giorno in cui la città è caduta in mano ai ribelli e agli estremisti. Spaventata dalle violenze è fuggita clandestinamente con i fratelli verso la Mauritania, insieme ad altre famiglie. Al campo profughi di Mberra vive al riparo di una sola tenda, che ospita l'intera famiglia di 9 persone.
FATIMATA - Nata nel 1988 a Goundame, nel nord del Mali, dove ha frequentato solo la scuola primaria. Il padre l'ha data in moglie all'età di 14 anni; hanno divorziato dopo due anni. Si è risposata l'anno successivo con un uomo che ama e da questo matrimonio ho avuto due figli, di 7 anni e di 5 anni; ora è all'ottavo mese di gravidanza. Il marito era un soldato della guardia nazionale, morto in missione nel nord del Paese in uno scontro tra i soldati della guardia nazionale e i ribelli. Per poter mangiare ha allora venduto tutte cio' che aveva in casa. Da quando le grandi città del nord sono sotto controllo dei ribelli, insieme a decine di parenti e vicini ha lasciato tutto per andare in Mauritania. Ora vive con il resto della famiglia sotto un'unica tenda, ma da quando suo marito è scomparso non trova pace.
FATIMA - Nata nel 1984 a Er. Nel 2000 ho abbandonato la scuola in vista del matrimonio: ha sposato un cugino, soldato della guardia nazionale. Abitavano all'interno del campo militare di Toumbouctou. Dopo le prime ribellioni nel nord, all'inizio del 2012 ilmarito è stato inviato in missione ma non è più tornato. Dopo aver cercato di mettersi in contatto con lui senza riuscirci, Fatima è scappata a Goundam, dove ha ritrovato la sua famiglia. La mattina successiva hanno lasciato tutti la città  per andare in Mauritania, al campo di Mberra.
"Qui ci sentiamo sicuri. Ci hanno accolto bene, ma ci mancano i nostri mariti, i nostri fratelli, i nostri genitori e tutte le persone di cui non sappiamo pi— nulla. Abbiamo anche lasciato i nostri beni più cari. Che la pace ritorni in Mali" dice.
Ricreare ambienti sicuri dove restituire serenità alle donne rifugiate, sottolinea Intersos, permette di riportare a scuola anche i loro figli. Gli operatori umanitari sono riusciti a convincere le famiglie a far frequentare la scuola a moltissimi bambini: 1.733 maschi e 1.599 femmine. "Nostro compito più complesso è identificare i bambini e le donne a rischio di abusi o addirittura già  vittime. Chi arriva qui ha già subito traumi, e non riesce a dimenticare".
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