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Dietrofront di Formigoni su Legge anti Green Hill. La rabbia degli animalisti e degli italiani, l'86,3% contrari a sperimentazioni su animali
"Non esiste piu'" la proposta di legge regionale annunciata dalla Lombardia, che intendeva chiudere l'allevamento Green Hill di
Montichiari (Brescia), di cani per i laboratori di ricerca.
A denunciare un "dietrofront" del presidente Roberto Formigoni e del consigliere Giorgio Puricelli sono gli attivisti della Lav.
La proposta di legge "numero 145, primo firmatario il consigliere Puricelli (Pdl) - segnalano - è stata di fatto assorbita dalla
successiva n. 167 con le stesse firme in calce, che si limita a elencare genericità, palliativi o atti a favore della sperimentazione sugli animali, come Comitati etici formati in stragrande maggioranza di favorevoli alla vivisezione".
A farsi sentire è la rabbia degli animalisti.
"La proposta, che rappresenta una presa in giro verso tutti coloro che chiedono la chiusura dell'allevamento di Brescia e la fine della sperimentazione - protesta la Lav - dovrebbe essere esaminata da mercoledì 20 giugno dal Consiglio regionale. E non saranno ordini del giorno, vuote declamazioni, a colmare queste responsabilità". Nella nota Enpa, Lega anti vivisezione, Leidaa, Lega nazionale per la difesa del cane, Oipa e Chiliamacisegua condannano il dietrofront del primo firmatario, consigliere Puricelli, e del presidente della Giunta Formigoni che appena 4 mesi fa, in occasione del deposito della proposta di legge, avevano pubblicamente annunciato "la rapida chiusura di Green Hill, nella piena consapevolezza delle richieste di tanti cittadini.
«Purtroppo il testo in questione non è stato nemmeno discusso in Commissione e i firmatari si sono affrettati a cancellarlo. Le associazioni chiedono ufficialmente di conoscere le ragioni di un tale singolare comportamento, nella consapevolezza che se la Regione Lombardia avesse approvato entro il maggio scorso tale proposta di legge, data che aveva annunciato alla stampa lo stesso governatore, si sarebbe risparmiata la vita a tanti cani di Green Hill che ormai, invece, sono stati giá spediti ai laboratori di tutta Europa. Purtroppo, nonostante gli italiani si siano dichiarati all'86,3% contrari alla sperimentazione su animali e una sempre maggiore frangia della ricerca rifiuti il modello animale per la sua inattendibilitá, astuzie di questo genere sono all'ordine del giorno», lamentano gli animalisti. «Ora tutte le speranze sono riposte nell'approvazione in Senato dell'articolo 14 della Legge comunitaria, all'esame della Commissione affari europei» del Senato «dopo il sì della Camera e del Governo, che prevede il divieto di allevamento di cani, gatti e primati su tutto il territorio nazionale per la sperimentazione e l'introduzione di numerosi vincoli e divieti».

 

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