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Modena, FIOM: container prima imbrattato con croci celtiche poi incendiato. Pizzolla: "Rigurgito neofascista. Non escludiamo l'ipotesi della criminalità organizzata"
Modena. Prima imbrattato con diverse croci celtiche poi incendiato. Si tratta di un container della Fiom situato a ridosso dello stabilimento della Maserati bruciato la scorsa notte.
L'atto è stato condannato con forza e durezza dalle istituzioni.
"Un gesto gravissimo - ha dichiarato il sindaco di Modena Giorgio Pighi - che fa seguito ad altri tentativi di denigrazione e intimidazione nei confronti di questa organizzazione sindacale. Il container - prosegue Pighi- rappresenta la volontà dei lavoratori della Fiom di stare in fabbrica, con le loro idee e le loro posizioni".
Il livello di guardia deve essere tenuto ai massimi livelli anche per il presidente della Regione Emilia Romagna. "Voglio esprimere grande preoccupazione - ha detto Vasco Errani - per questo grave gesto. Auspico la massima attenzione da parte delle forze dell'ordine e di tutte le istituzioni - ha concluso il governatore - perché sia respinto senza esitazioni ogni tentativo di intimidazione che turbi la legittima dialettica del confronto democratico" 
Anche il segretario provinciale della Cgil di Modena, Donato Pivanti, commenta l'atto vandalico ai danni dalla Fiom la notte
scorsa: non esclude la pista della criminalità organizzata che infatti avrebbe tutto l'interesse di colpire "un sindacato impegnato in prima linea alla lotta contro le infiltrazioni mafiose nella ricostruzione post-sisma".
Per ora l'ipotesi più accreditata resta tuttavia quella dell'estrema destra.
"Abbiamo sporto denuncia contro ignoti. Si tratta di un evento gravissimo anche da un punto di vista simbolico- spiega Pizzolla, Segretario della Fiom - aver distrutto la saletta sindacale, cioè un luogo dove la democrazia è stata conquistata con anni di lotta, è un fatto inedito per Modena e preoccupa molto. Le istituzioni e la cittadinanza - aggiunge Pizzolla - dovrebbero preoccuparsi altrettanto per questo rigurgito neofascista. Non escludiamo anche altre vie come la criminalita' organizzata, non lo sappiamo: ci potrebbe essere l'interesse di qualcun altro di mettere a tacere chi si sta impegnando contro le infiltrazioni mafiose".
Anche Pivanti invita i cittadini e le forze democratiche a riflettere sull'accaduto.  "L'idea che si possa dimenticare che questo è un paese antifascista riguarda tutti. Ci si aspetta anche "una riflessione da parte dei vertici di Fiat: fino ad ora non è arrivata nessuna manifestazione di solidarieta'".

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