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Roma, Alemanno rade al suolo il campo nomadi di Tor de' Cenci. E' iniziata la campagna elettorale
Il 28 agosto il Tar aveva sospeso lo sgombero del campo. Sono trascorsi vent'anni dall'apertura del campo nomadi di Tor de' Cenci nella capitale e che ormai ospitava 400 rom, ma il Campidoglio proprio ieri ha decretato la sua chiusura generando non poche polemiche da parte di Andrea Riccardi, Ministro della Cooperazione Internazionale e l'Integrazione, ma al quale si sono uniti Amnesty International, la Caritas e la Comunità di Sant'Egidio. Il video mostra l'operazione di distruzione di cui l'amministrazione pare vantarsi.
Eppure Riccardi, Amnesty, la Caritas e la Comunità di Sant'Egidio parlano non solo di "diritti violati", in modo particolare non esitano a sottolineare la violazione dei diritti dei "minori". "Non ci sono atteggiamenti discriminatori" dichiara e "si difende" Gianni Alemanno che già il 31 luglio invece aveva deciso per lo sgombero del campo.
Questi, tuttavia, gli amari fatti di ieri: all'alba e davanti ai bambini sono state distrutte baracche e roulotte, ma anche 50 container pagati, peraltro, con soldi pubblici dalla precedente amministrazione. 'Avevo incontrato due giorni fa il sindaco Alemanno - ha dichiarato Riccardi -  gli avevo chiesto di riflettere sulla delicata situazione di Tor de' Cenci, che riguarda anche la continuità scolastica di molti minori rom. Evidentemente esigenze di consenso hanno prevalso sulla ricerca di soluzioni ragionevoli ed equilibrate. Questo sgombero - continua - arriva a pochi giorni dal rapporto del commissario ai diritti umani del Consiglio d'Europa che ha chiesto all'Italia di interrompere immediatamente la pratica dei campi di segregazione e quella degli sgomberi forzati che sono contrasto con la Strategia nazionale di inclusione dei Rom, approvata dal governo nella primavera scorsa''.
''Ciò a cui hanno assistito stamane il Direttore della Caritas di Roma, monsignor Feroci, e i volontari della Comunità di Sant'Egidio a tor de' Cenci - ha concluso - è qualcosa che non appartiene alla nostra cultura e al rispetto dei diritti umani e del fanciullo, che vorremmo non appartenesse alla nostra amata città di Roma. Abbiamo un'amara certezza: se ci fossero stati altri bimbi in quel campo invece dei bimbi Rom le modalità, le attenzioni, il linguaggio sarebbero stati altri''.
''Escludo nella maniera più categorica che i vigili abbiano potuto avere atteggiamenti discriminatori o aggressivi verso i nomadi - smentisce il sindaco - Ci sono dei filmati: li visioneremo ma credo si tratti di un allarme completamente fuori luogo''. Anche la Belviso, il vicesindaco, non resta in silenzio. Anzi. Si esprime con evidente entusiasmo. ''Forse - dichiara - il ministro Riccardi non si ricorda che le sentenze dei tribunali devono essere eseguite e rispettate''.
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