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Bologna come Roma. Presidio degli insegnanti precari contro il governo
Roma, Genova, Cagliari, Firenze e anche Bologna. Oggi gli insegnanti precari di queste città protestano al nord come al sud contro la decisione del Governo, preannunciata dal Ministro dell'Istruzione, Francesco Profumo, di aprire a nuove assunzioni nella scuola pubblica tramite concorso.
Nel primo pomeriggio a Largo Respighi, davanti al 'provveditorato' bolognese, "armati" di volantini di protesta si radunano una cinquantina di precari, in attesa che arrivassero altri. "E' tempo di convocazioni - dichiara Edoardo del Coordinamento Precari della Scuola - e molti colleghi sono occupati a lavorare alle Aldini o alle Rosa Luxemburg, per esempio".
L'obiettivo della protesta non varia da Nord a Sud: il 24 settembre non dovrà uscire nessun bando di concorso. qeusto vogliono i precari. "La decisione del Governo - continua Edoardo - non tutela né cosiddetti giovani, né quelli un pò meno giovani".
Infatti, secondo il Coordinamento, "dopo anni e anni di tagli all'organico scolastico, anche con queste nuove assunzioni, si arriverà al massimo a coprire il turnover, sempre che ci riescano. Se si vuol veramente risolvere il problema del precariato nella scuola- aggiunge-  il Governo deve investire, rifinanziandola, cosa che non avviene da molto tempo". Le idee dei precari sono riassunti in un cartello: "Non prendeteci per il culo". "C'è chi il merito se l'è guadagnato con anni di esperienza e adattamento". Il clima è sereno al sit-in, ma nei numerosi interventi dei partecipanti si percepisce l'amaro in bocca di chi si sente abbandonato dalle Istituzioni, gli insenganti più grandi. "Provvedimenti di questo tipo- spiega Edoardo - non fanno altro che accentuare un conflitto generazionale inutile, esasperando il confronto tra 'giovani' e 'vecchi', e mascherando il fatto che né gli uni né gli altri risolveranno i loro problemi". In questo caso, dal Coordinamento sostengono che il concorso sia ingiusto verso chi lo ha già sostenuto in passato (ed è in graduatoria di merito) o chi ha frequentato la Ssis che "conferiva un'abilitazione con valore concorsuale". Dopo "tanta esperienza e anni di insegnamento- prosegue Edoardo- non è tollerabile cancellare un diritto acquisito". In attesa del 24 settembre per capire se il Governo aprirà o meno il bando di concorso, i precari bolognesi continueranno a protestare. 
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