Martedì 21 Gennaio 2020 - Ultimo aggiornamento 11:29
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Movimenti, dopo il 12 "una intera settimana di occupazioni e riappropriazioni"
Un bel girotondo al ministero dell'Economia, alla Cassa depositi e prestiti e al ministero delle Infrastrutture a piazzale di Porta Pia, il 19,dove è prevista una "accampada" fino a quando il Governo dell'austerity non se ne andrà. E poi ancora il 15 ottobre nello 'sciopero sociale' indetto dalle reti europee, e il 18 ottobre nello sciopero dei sindacati di base.

Il programma dei movimentida qui al 19 quando promettono di scendere in piazza a decine di migliaia (partenza da piazza San Givoanni alle 14), è piuttosto denso di iniziative. E ieri nel corso di una conferenza stampa improvvisata in via Nazionale a Roma davanti alla sede di Bankitalia lo hanno esposto con molta chiarezza. Tav, No Muos, movimento per il diritto alla casa, sono pronti a dare lo spessore giusto alla prima manifestazione dell’autunno caldo italiano, a pochi passi da quella Legge di Stabilità che si annuncia come un’altra puntata di un massacro sociale ormai senza freni. Piazza San Giovanni è il punto di arrivo della manifestazione dei sindacati di base (Usb, Cobas, Cub) prevista venerdì 18 ottobre, con partenza da piazza della Repubblica. Per quella sera a piazza San Giovanni è previsto un concerto, tra gli altri, dei 99 Posse e un'"accampada" per la notte.

“Vogliamo il blocco degli sfratti, casa e reddito per tutti. Le risorse pubbliche non devono andare ad opere dannose come la Tav ma a chi non arriva a fine mese", dicono i rappresentanti dei movimenti che parlano anche di abolizione della Bossi-Fini. Con lo slogan "il 19 ottobre sara' assedio", i movimenti per casa, per esempio intendono dare visibilità a un dramma sociale che il Governo, le Regioni e i Comuni continuano a sottostimare trincerandosi dietro la favola di una Italia dove i proprietari di casa sono il 70%.

Durante la conferenza stampa è stato lanciato un duro monito a "Trenitalia affinché consenta alle famiglie di arrivare a Roma in occasione della mobilitazione. Sono famiglie - hanno detto i responsabili del movimento per il diritto all'abitare - che non possono permettersi biglietti molto alti e l'idea di caricarsi sulle spalle un costo di 15-20 euro e' una cosa accessibile. Cinquanta euro a biglietto, invece, diventa pesante". Per questo motivo ''stiamo decidendo di chiedere al ministero degli Interni di intervenire perché altrimenti lo leggeremo come una prescrizione, un divieto di manifestare".

Prima del corteo – sottolineano - ci saranno, nei prossimi giorni, altre azioni di "occupazione, appropriazione e riappropriazione contro sfratti sgomberi e pignoramenti, occupazioni simboliche, blitz, incursioni". Ma non solo. "Nel percorso del corteo autorizzato fino al ministero delle Infrastrutture, la Questura ci sta suggerendo di non passare in alcune strade. E' chiaro che per noi e' dirimente la soluzione della questione treni, prima di accettare qualunque ragionamento sul percorso. Anche se, conclude, per noi il percorso rimane lo stesso e non cambiamo", aggiungono. Il 18 ottobre giornata di sciopero generale del sindacalismo di base e' previsto il corteo che partira' da piazza della Repubblica e terminera' a piazza San Giovanni. "Qui- aggiungono i movimenti- ci accamperemo e si rimarra' tutti insieme fino al giorno dopo, quando alle 14 partira' la grande giornata della sollevazione generale e dell'assedio".

La sfida della mobilitazione è anche sul piano mediatico. I No Tav, infatti, hanno acquistato collettivamente una pagina di un settimanale per chiedere "l'allontanamento immediato" delle forze dell'ordine che presidiano i cantieri della Tav. I valsusini che si battono contro il 'supertreno' non si arrendono. In 2.347 hanno versato la loro quota per comprare una pagina pubblicitaria sul settimanale diocesano 'La Valsusa', in edicola oggi. Ed il movimento degli oppositori della Torino-Lione ha fatto partire la campagna autunnale 'No Tav watching': in citta' e paesi della valle di Susa sono stati affissi manifesti con le frasi "E' caduta la maschera. A essere sotto attacco e' il movimento No Tav in quanto tale. A dare fastidio e' chiunque si oppone alla 'normale' rapina e spartizione di quel che resta del nostro Paese". "E' sbagliato e pericoloso - si legge sulla pagina acquistata sul periodico diocesano - rispondere al dissenso contro il Tav facendo intervenire la forza pubblica. Il problema va affrontato con l'analisi obiettiva dei dati tecnici ed il confronto tra le parti. La militarizzazione del territorio - continuano i valsusini No Tav -, umiliante e vergognosa per tutti i cittadini, non fara' altro che trasformare Susa e la valle in un deserto”.

Prosegue, intanto, la polemica con Rodotà. Piero Bernocchi, dei Cobas, che il 12 non sarà in piazza, sottolinea che la sua affermazione «bruciare i camion in Val Susa mi ricorda la mafia» avvalora "la differenza - ricorrente negli ultimi giorni - tra i 'buoni' della manifestazione per la Costituzione del 12 ottobre e i 'cattivi' del 19'. «Una dichiarazione inopportuna» l'ha definita Paolo Di Vetta, dei Blocchi Precari Metropolitani di Roma.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi