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Occupata Piazza affari, cariche ad Ancona movimenti verso l'"assedio" del 19 ottobre
È stato il giorno dello «sciopero sociale». Da Milano a Palermo, da Torino a Roma, ieri studenti, precari e il movimento per il diritto all'abitare hanno occupato la borsa a Milano, l'ipermercato Panorama nel quartiere Pietralata di Roma e dipartimenti e rettorati tra Palermo, Roma, Torino e Bologna. Ad Ancona, in occasione del vertice inter-governativo italo-serbo a cui ha partecipato il presidente del Consiglio Letta, i centri sociali delle Marche, insieme a militanti dei partiti della sinistra, hanno provato ad assediare il palazzo della regione. Come documentano le immagini sul sito «Global project» ci sono state cariche e almeno due feriti. Il corteo è stato ironicamente definito #apranzoconletta e intendeva stigmatizzare le politiche di austerità e spending review del governo. Nel frattempo dal palazzo della borsa a Milano venivano sparate video e foto sui social media. Attivisti indossavano la maschera di Guy Fawkes, noto grazie alla graphic novel di Alan Moore «V for Vendetta» e all'omonimo film di James McTeigue del 2005 (nella foto). Si è voluto così annunciare la giornata della «sollevazione generale» di sabato 19 ottobre, quando un corteo dovrebbe «assediare» i ministeri e la Cassa Depositi e Prestiti. La sicurezza ha fatto uscire il gruppo che aveva occupato l'ingresso del palazzo. Ci sono stati momenti di tensione, durante i quali un ragazzo è stato ferito al sopracciglio destro. Gli attivisti milanesi hanno dato appuntamento in stazione centrale alle sei del mattino di sabato, per cercare di prendere il treno per la Capitale, mentre continuano le trattative con Trenitalia sul prezzo del biglietto. Loro chiedono di pagarlo non più di 20 euro, l'azienda ne chiede 50. Al «giorno della vendetta contro l'austerità e la precarietà» dovrebbero partecipare 1500 persone da Milano. Negli stessi minuti a Torino (il 19 saranno un migliaio a partire) gli studenti hanno occupato l'ex dipartimento di scienze giuridiche in via Sant'Ottavio a Torino e il rettorato di piazza Marina a Palermo. A Bologna i collettivi hanno occupato uno studentato in via Zanolini ribattezzandolo «Taksim», come il movimento turco che ha difeso Gezi Park. A Roma, un gruppo di attivisti riuniti sotto il nome di «Sapienza Clandestina» ha occupato il lucernario dello storico dipartimento di musica e spettacolo della Sapienza, un luogo che ricordiamo occupato alla metà degli anni Novanta da una mobilitazione studentesca che annoverava tra le proprie file, tra gli altri, gli attori e registi Ascanio Celestini o Giacomo Ciarrapico.
Duecento persone hanno realizzato un blitz nell'ipermercato «Panorama» in via Monti Tiburtini, accanto alla Caserma Ruffo, distante cinque minuti di macchina dal carcere di Rebibbia. Sono entrate nel supermercato e hanno fatto una proposta provocatoria contro il caro-vita: riempire i carrelli della spesa e pagare tutto un euro. «Chi era in fila non ha protestato, c'è stata solidarietà - afferma Paolo Di Vetta dei Blocchi precari metropolitani. Il direttore dell'ipermercato non è stato disponibile ad alcuna contrattazione e ha chiamato la polizia. «La situazione - continua Di Vetta - è stata gestita con ordine, i carrelli sono stati lasciati alle casse e i duecento si sono diretti verso la metropolitana». L'azione è stata interpretata in continuità con quella della «riappropriazione degli alloggi» di sabato scorso quando i Bpm, Action, il coordinamento di lotta per la casa e la «Resistenza abitativa metropolitana» (Ram) hanno occupato sei stabili dove all'incirca mille persone hanno trovato un tetto. Di questi solo l'Hotel Salus in piazza Indipendenza è stato abbandonato perché pericolante.
In tutt'altra cornice, gli studenti di Link e Uds ieri a Roma e in molte altre città hanno lanciato la campagna contro la legge di stabilità «Atene non è lontana». Denunciati i tagli di 1,4 miliardi di euro di Tremonti-Gelmini, non rifinanziati dal governo Letta. Uno stallo che ci avvicinano - spiegano nel rapporto «È ora di sapere e di decidere» - alla Grecia dove otto università hanno sospeso le proprie attività a causa dei tagli. Per alcuni minuti sono stati occupati anche gli uffici dell'ente per il diritto allo studio alla Sapienza.
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