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Genova, picchiano disabile e lo filmano con ipad. Il preside li denuncia
Il tablet, in questa triste, scadente e drammatica occasione pare sia servito solo per riprendere questa scena: un ragazzo, disabile mentale è stato aggredito da due studenti. Subito dopo è finito in terra, si contorceva, indifeso e ferito.
Il filmato poi sarebbe stato caricato su YouTube o su altri social network, ma una professoressa è intervenuta energicamente, e dè riuscita a sequestrare iPad e smartphone.

Questa vicenda è stata ritenuta grave dal preside della scuola media di Mele.
Si tratta della prima scuola che dal 2011, in Italia, attraverso una convenzione tra Comune, Regione e Ministero dell'Istruzione, all'inizio di anno scolastico dà in comodato d'uso a ogni alunno il tablet come strumento di studio, pe rpoter  "dialogare" con le lavagne digitali grazie a un software didattico.

I quattro allievi, di tredici anni, sono stati segnalati ai carabinieri della stazione di Voltri. I genitori del disabile invece non hanno presentato alcun esposto.

La denuncia, dall'Arma è stata poi trasmessa al Tribunale dei Minori. Una "ragazzata" secondo il papà di uno degli studenti. "Anch'io opero dentro una scuola e la vicenda poteva essere risolta con una tirata d'orecchie o al massimo con un provvedimento disciplinare".

Ma così non è stato. Nessuna sospensione, è stata data, dalle lezioni. La vicenda si è svolta nel cortile. 

"Adesso, quattro famiglie si ritrovano in un girone infernale, con i figli che devono seguire un corso di recupero - ripete M. P. - anche se il mio non ha partecipato all'aggressione, ma ha solamente assistito. Il Tribunale dei Minori non distingue gli aggressori da chi ha assistito alla scena". Per la professoressa che invece ha visto, due degli studenti avrebbero spintonato e anche picchiato il disabile, gli altri due invece erano tra i tanti che con l'Ipad e i telefonini hanno ripreso la scena.

La Procura della Repubblica ha stabilito il da farsi: un percorso rieducativo per tutti e quattro, grazie a colloqui settimanali con assistenti sociali e psicologi, e fino al prossimo gennaio.

Una punizione esemplare: "visto che siete bravi e solerti a riprendere le scene di violenza, invece che impedire che questa si sviluppi, vi "condanniamo" a produrre un video sul bullismo ed a diffonderlo in alcune scuole liguri, attraverso incontri con altri studenti".

Espiazione gravisisma per i genitori: "Soprattutto perché viviamo in un piccolo paese dove ci si conosce tutti e tutti i pomeriggi i nostri figli giocano tranquillamente insieme a quel ragazzo disabile".

Il fatto, si è saputo solo ieri, quando M. P. ha inoltrato una controquerela al presidente del Tribunale dei Minori, Adriano Sansa, per conoscenza al direttore scolastico regionale, Giuliana Pupazzoni, e anche al Ministero dell'Istruzione. "Premesso che quel disabile non doveva essere toccato con un dito e ritenendo grave quanto è successo, soprattutto il filmato delle scene - ammette il papà - mi sembra sproporzionata la decisione del preside, che non ha preavvisato le famiglie ed ha ritenuto opportuno rivolgersi ai carabinieri, scatenando seri danni psicologici ai ragazzi". "Non è vero - ribatte Marzio Angiolani, preside al suo primo anno di incarico - I genitori sono stati contattati lo stesso giorno dell'accaduto".

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