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Intervista a Ugo Mattei. "Unirsi è importantissimo, il solo patrimonio a disposizione della resistenza"
Quali scenari ci aspetteranno in queste tre giornate, del 12, del 18 e del 19, alla luce delle tensioni di questo periodo. Mi riferisco soprattutto al 19…

Io sono di solito contrario alle manifestazioni di piazza salvo non si tratti di occupazioni di lunga durata di spazi pubblici volte a ottenere risultati politici tangibili e reali dal Governo di un paese. Cose tipo: sto in piazza fino a che non ve ne andate. O sto in piazza fino a che non ritirate un provvedimento che privatizza. O sto in piazza finché non aprite una commissione di audit sul debito, o sulla TAV, o sul comportamento della Magistratura in Valsusa. Le manifestazioni di piazza di un giorno le ritengo inutili e pericolose. Rischiano di essere o puramente retoriche o buona occasione per infiltrazioni e disordini di cui non abbiamo bisogno. Queste poi sembrano quasi fatte apposta per separare gli indignati buoni da quelli cattivi…. I buoni maestri dai cattivi….

Si è parlato di terrorismo più volte, rispetto ai fatti accaduti intorno alle dichiarazioni di Erri De Luca e alle dichiarazioni di Rodotà. Volontà di creare panico e terrore, di spostare l'attenzione dai temi principali? che affliggono i cittadini?

Mi pare abbastanza evidente che creare un clima di tensione sia in Italia come altrove una mossa per pacificare e reprimere i movimenti quando questi diventano radicati e significativi. La War on Terror negli Stati Uniti e Piazza Fontana in Italia dovrebbero averci insegnato qualcosa.

Non tutti parteciperanno alle tre giornate. Essere in piazza per la Costituzione è importante. Revelli ha invitato e coinvolto tutte le realtà in difficoltà, che poi sono quelle antagoniste, in un principio di inclusione. E' necessario oggi avere maggiore coraggio per difendere i diritti dei cittadini, scendere in piazza il 12 è soprattutto questo, non trova?

Il mio modo di difendere la Costituzione è di portarla in giro sui territori per discuterne la portata la valenza e la forza nell’ ambito della “Costituente per i Beni Comuni” laddove si cerca di darle attuazione e di difenderla contro le strategie in atto dal 2011 di svuotare di senso ogni pronunciamento democratico e popolare. Abbiamo cercato di difenderla in Corte Costituzionale e più volte appellandoci direttamente a chi dovrebbe farlo e invece non lo fa ossia il Presidente della Repubblica. Ritengo più efficaci e meno rischiose strategie decentrate di attuazione, sovente con sistemi giuridici piuttosto che operazioni concentrate (tipo giornata di piazza) che rischiano di ridursi a operazioni mediatiche comunque in logica leaderistica e spettacolare.

Mi domando se non sia il momento migliore, oggi, per unirsi invece che sparpagliarsi... siamo in una lotta comune…

Avevo scritto un articolo per il Manifesto qualche giorno fa invocando quanto meno un collegamento fra le due piazze evitando la divisione fra buoni e cattivi ed altre trappole che certamente saranno in preparazione… Non so se sia stato già pubblicato. Unirsi è importantissimo il solo patrimonio che ha a disposizione la resistenza. Prima uniti ed efficaci cerchiamo di cacciare il nemico (che non è certo solo Berlusconi!!!) poi potremo pure dividerci. Adesso la fase è costituente! Cerco sempre di ricordare che la nostra Costituzione non appartiene alla sinistra ma a tutti.

La Dosio ha detto che il percorso verso il 19 è un segno delle lotte di unificazione. Una lotta reale, ma anche simbolica sta nascendo in Italia. Il 19 sarà il segno di un conflitto che si allarga ai tanti bisogni dello stato. Qual è il suo pensiero in merito?

Guarda è ovvio che se dovessi scegliere fra la difesa della costituzione in astratto e quella radicata nelle lotte più dure del paese il mio cuore ( e la mia azione politica) sta con le seconde. Ma io non parteciperò a nessuna delle due perché il mio cervello mi dice che i rischi di concentrare in piazza senza un vero programma di lunga durata molte energie politiche motivate da giusta rabbia e frustrazione sia troppo pericoloso sul piano politico. Non ho voglia di perdere quel consenso alla visione radicale dei beni comuni che stiamo ottenendo lavorando anche con persone di sensibilità diversa dalla nostra a causa di qualche incidente. La discesa in piazza deve essere il punto di arrivo di una strategia di lunga durata. Deve servire a dare l’ ultima spallata non per prendere randellate, predicare o lanciare qualche pietra.

Cosa ci possiamo aspettare dunque da queste tre giornate? Cosa accadrà dopo?

Come ho cercato di dire non ci possiamo aspettare molto di utile o di buono. A meno che a causa della lontananza di questi mesi mi sfugga qualcosa... La mia urgenza è tornare e riprendere il cammino della Costituente per i beni comuni che ha già tappe importanti di lavoro previste a Bussoleno e in Sardegna e mi piacerebbe anche portarla ad Avellino per Irisbus, a Taranto per l’ Ilva, in Sicilia al No Muos e in tanti altre lotte che, collegate fra loro, producano autentica azione costituente su temi concreti, come avevamo fatto ai tempi del Referendum sull’acqua.

Cosa pensi di quanto accaduto a La stampa, al pacco bomba ricevuto dal cronista? Lui si dichiara antifascista, i No Tav prendono distanze da Numa dichiarando che si tratta di una manipolazione mediatica ai loro danni...

Qualche giorno fa mi era giunta una copertina di un libro di questo Numa e alcuni compagni sostenevano fosse fascista e revisionista. Io non lo conosco. Quanto alle buste coi proiettili, come disse una volta Craxi a proposito degli avvisi di garanzia, oggi arrivano più sovente degli inviti a nozze! Poi io in questi casi io coltivo sempre lo scetticismo dello studioso e non credo mai alle versioni ufficiali soprattutto quando nel mondo del “poteva succedere”!

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