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Russia, respinti ricorsi di tre attivisti. Presidente Greenpeace chiede incontro a Putin
E' il presidente di Greenpeace International, Kumi Naidoo, a scrivere una lettera al Presidente russo Vladimir Putin per chiedere un incontro. La motivazione è chiara: vorrebbe discutere sul caso dei 30 attivisti dell’organizzazione ecologista che, nella scorsa settimana, sono stati incriminati di “pirateria” dal tribunale di Murmansk.

“Caro presidente Putin - scrive - le chiedo un incontro con urgenza. Voi sapete che le accuse di pirateria mosse contro gli attivisti denunciano un crimine che non ha mai avuto luogo ecco perché La invito a chiedere, in qualità di presidente della Russia, che le gravi accuse di pirateria vengano fatte cadere. Nessuno trarrà profitto da questa vicenda, compresa la grande nazione russa”.

Ieri a seguito della condanna dei trenta attivisti il tribunale regionale di Murmansk ha infatti respinto i primi ricorsi presentati dai tre militanti di Greenpeace contro la detenzione in un carcere della regione.
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