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"Ora ti sbatto per terra e ti stupro". In Turchia incriminata donna che denuncia poliziotto per violenza
In carcere, picchiata, chiamata ''puttana''. E' stata chiusa dentro un bus buio dove uno degli agenti in borghese le ha gridato contro: ''Ora ti sbatto per terra, ti stupro''. Lei aveva paura, così tanta che si è pronunciata con un solo: "Sì, signore''. E' la stampa turca non governativa a seguire da vicino la vicenda di Pinar T., ragazza di Istanbul che è stata arrestata il 2 giugno scorso durante le proteste di Gezi Park.

Fa parte, purtroppo, di quei giovani, troppi, vittime di violenze da parte della polizia.
Ma la storia di Pinar è dffierente: lei ha avuto il coraggio di denunciare in pubblico l'agente che allora l'aveva minacciata di stupro e ha poi raccontato la sua storia a Hurriyet.

Immediata anche la reazione dell'Ordine degli avvocati di Istanbul. Il presidente Umit Kocasakal ha deciso di assumere personalmente la sua difesa. La ragazza ha denunciato l'agente, che ha riconosciuto su una foto - per le violenze e le molestie subite. Intanto lei è stata incriminata per ''resistenza a pubblico ufficiale''.

In un rapporto Amnesty International ha voluto denunciare nei giorni trascorsi le violazioni ''su larga scala'' dei diritti umani che ci sono state nei giorni della repressione delle proteste di massa di giugno, quelle realizzate contro il premier Recep Tayyip Erdogan: in particolare ''del diritto alla vita, alla liberta', a non essere torturato o maltrattato''.

Amnesty ha dichiarato anche di avere ricevuto tante informazioni su aggressioni come anche di molestie sessuali che sono state subite dalle ragazze arrestate. tuttavia sono poche le denunce con nome e cognome, per paura di eventuali ritorsioni.

''Due uomini in borghese mi hanno preso per le braccia e trascinata via''. ''Ogni volta che rialzavo la testa uno dei due mi picchiava. Ho visto un agente in divisa, gli ho gridato 'Aiuto, mi salvi!': dallo sguardo triste che mi ha lanciato ho capito che i due uomini erano anche loro agenti''.

La ragazza ha raccontato anche di essere stata chiusa dentro il bus con altri ragazzi sanguinanti. Un agente in borghese le ha gridato: ''puttana, che cosa guardi?''. ''Poi mi ha ordinato di spogliarmi. Ho risposto 'No. Mi ha dato un pugno''. Suleyman, ha detto Pinar, ha ordinato all'autista del bus di spegnere motore e luci, e di uscire. ''Io continuavo a dire, 'signor poliziotto, non ho fatto nulla di male, e' un errore'. Ma insulti e percosse sono continuati''.
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