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Greenpeace, attivisti trasferiti a San Pietroburgo
L’equipaggio di Greenpeace è stato “trasferito in treno questa mattina” dal carcere di Murmansk, luogo in cui gli attivisti sono stati trattenuti per custodia cautelare, a San Pietroburgo.

Il trasferimento poi è stato annunciato con una nota dal servizio stampa dell’amministrazione carceraria regionale e anche da fonti del comitato investigativo: “Tenuto conto del fatto che i presunti atti non appartengono alla giurisdizione dei tribunali della regione di Murmansk, e nel relativo caso penale, le indagini fanno base a San Pietroburgo”.

Tra i membri dell’Ong c'è anche l’italiano Cristian D’Alessandro.

Secondo la nazione “le azioni degli attivisti di Greenpeace sulla piattaforma Prirazlomnaja del 18 settembre hanno violato la legge russa sulla zona economica esclusiva e la piattaforma continentale”.

L’Olanda ha invece presentato al Tribunale internazionale per i diritti del mare un ricorso, perché il rompighiaccio di Greenpeace che è stato sequestrato dalle autorità della Russia batte bandiera olandese e nel quale è stato chiesto proprio che gli attivisti vengano giudicati dal tribunale dell’Aia.

Numerose le azioni attraverso le quali è stato chiesto di nuovo il rilascio degli attivisti, ma anche gli appelli dei governi singoli alla Russia.

Greenpeace ha portato avanti una campagna internazionale perché vuole e chiede il rilascio degli attivisti.
Il presidente Vladimir Putin, che invece ha criticato la protesta, ha dichiarato "che le azioni degli attivisti non erano chiaramente pirateria".
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