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Roma, il "NO" allo sciopero degli autorganizzati. "Lavoriamo per andare contro i sindacati, non ci rappresentano"
Sono gli autorganzizati ad aver detto NO allo sciopero di oggi. Una scelta precisa e chiara questa e motivata: "Lo facciamo per andare contro i sindacati - dichiara Micaela Quintavalle, leader degli autorganizzati - in cui noi non ci sentiamo ne rappresentati ne tutelati".

"La prima problematica – spiega la dipendente – è la carenza di personale viaggiante. Noi non possiamo andare in ferie ne prendere congedi. Abbiamo 70 giorni di ferie arretrate. Il fatto è comunque siamo stressati, l’utenza aspetta troppo e se la prende con noi. Noi chiediamo ora mille assunzioni. Almeno 115 interinali sono pronti. Hanno lavorato per noi nelle settimane precedenti. Nono solo, c’è un esubero impressionante nel settore amministrativo». L’azienda però non ha intenzione di procedere per assunzioni esterne: «Soluzioni? Rinegoziare la posizione del personale amministrativo dequalificarli per esempio a personale viaggiante. Oppure dimostrare il reale esubero di questo settore: realizzare una cassa integrazione ed utilizzare le risorse economiche per assumere personale che serve realmente".

Un vero disastro dunque e un grande caos in cui sono cotretti a lavorare autisti dipendenti Atac e interinali. A peggiorare la condizione sono i racconti della Quintavalle che, infatti, parla di condizioni condizioni precarie in cui lavorano sui pullman, trattandosi di mezzi inadeguati e non a norma.

"Sono mezzi privi di sospensioni, guasti che non vengono riparati perché i meccanici sono in deficit: questa è la situazione. Abbiamo già casi di patologie nell’apparato locomotorio. Non solo, vogliamo quello che è nostro: sblocco dei parametri, premio di produzione e seconda tranche dell’una tantum".

Le parole della Quintavalle continuano adefinire le dififcoltà in cui sono cotretti a lavorare  e sono il proseguio di uqnato sta emergendo negli ultimi giorni, dalla loro scesa in Campidoglio e da quando hanno attivato la loro protesta.

"Loro – spiega Micaela – dicono che noi dobbiamo fare sacrifici. Loro però non rinunciano a nulla. Ripeto: se l’azienda può mantenere queste cifre sono affari suoi. Funziona come per una società di calcio: puoi mantenere Totti ma devi riuscire a far giocare anche altri giocatori. Noi vogliamo che ci sia personale viaggiante adeguato specialmente per l’utenza, spesso caricata contro di noi. Loro e gli autisti sono le prime vittime di questo sistema che non funziona".

Scenari inquietanti emergono.
Una circolare sarebbe apparsa sulle bacheche delle sedi Atac nei giorni trascorsi. Un invito tra le righe all’autista a proseguire il turno anche se ci fossero state luci di direzione in avaria.
Avvertenza che, a seguito delle proteste di diversi lavoratori, è stata poi ritirata.

"Noi l’avevamo fotografata. Riportava eresie assolute. Persone un po’ più forti di carattere si sono ribellate a questa sorta di mobbing che va avanti da giugno. C’è un contratto di servizio sbagliato - spiega Micaela - Le corse in Atac sono pagate a chilometri ecco perché l’azienda ha interesse che noi proseguiamo i viaggi in qualsiasi tipo di condizione. Se cambiasse il servizio dimostrando attenzione e rispetto per l’utenza tutto ciò non ci sarebbe".
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