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Di nuovo in tour il Cavallo Azzurro di cartapesta contro gli Opg
Marco Cavallo, il bellissimo cavallo azzurro in cartapesta simbolo della rivoluzione di Franco Basaglia, grazie a Peppe Dell'Acqua, psichiatra e allievo di franco Basaglia, torna in strada con la volontà di chiedere la chiusura degli Ospedali Psichiatrici Giudiziari, evitare anche la loro sostituzione con i "miniOpg" (manicomi regionali) e a favore invevce dell' apertura dei Centri di Salute mentale h24.

Sono sei gli Opg (Barcellona P.G., Aversa, Napoli, Montelupo Fiorentino, Reggio Emilia e Castiglione Stiviere) ancora aperti in Italia, con internate ben 800 persone, per il Dap.

«In questi anni - dice lo psichiatra - Marco Cavallo non ha mai smesso di viaggiare. Ora riparte con tre obiettivi: chiudere gli ospedali psichiatrici giudiziari, dire no ai manicomi/ospedali psichiatrici giudiziari regionali, aprire i centri di salute mentale ventiquattr’ore su ventiquattro».

«Gli ospedali psichiatrici giudiziari sono ancora in funzione, con oltre mille persone internate, rinchiuse in luoghi che Napolitano ha definito “indegni per un Paese appena civile”.
Per portare all’attenzione di cittadini e istituzioni questa situazione il comitato stopOpg, con il coinvolgimento delle associazioni che lo compongono e di quelle delle città toccate, ha chiesto a Marco Cavallo di riprendere il suo viaggio. 

Il cavallo azzurro, che nel ’73 a Trieste ruppe i muri del manicomio dando il via all’inarrestabile processo di cambiamento e alla legge 180, toccherà le città sedi di Opg e alcune di quelle che potrebbero diventare sedi dei cosiddetti “mini Opg”».


«Chiediamo l’apertura dei Centri di salute mentale ventiquatt’ore su ventiquattro. Chiudere gli Opg significa promuovere accoglienza e cura per le persone che vivono l’esperienza, come ha stabilito la legge 180, e come è successo dove i servizi di salute mentale sono visibili, attraversabili e vicini. Con Centri di salute mentale accoglienti, aperti giorno e notte, integrati con i servizi territoriali, con la progettazione di forme abitative sostenute, di formazione al lavoro e di inclusione lavorativa e sociale, capaci concretamente di “prendersi carico” delle persone e dei loro familiari».


Per questo il cavallo è di nuovo in viaggio: per chiudere gli Opg, scongiurarne l’apertura di nuovi, tornare allo “spirito originale” della 180 che, chiudendo i manicomi, puntava a restituire dignità e cittadinanza a tutte le persone.


Ci sembra questa l'occasione adatta per ricordare un'uscita, un libro di Orecchio Acerbo di cui siamo occupati lo scorso anno, Il grande cavallo blu, che vi invitiamo di nuovo a leggere, se non l'aveste già fatto.

Qui le date dal 12 al 25 novembre.
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