Domenica 19 Maggio 2019 - Ultimo aggiornamento 15:28
MioGiornale.com
Logo ControLaCrisi.org
Filtra per luogo...
Filtra per tema...
Filtra per data ...
Nascondi
Coppia gay? "Nessun incentivo per la prima casa, non siete come marito e moglie"
E' lastoria di una coppia di Perdonenone quella che vi raccontiamo. Una coppia omosessuale legata da sette anni e che  convive. Il Comune di Pordenone li definisce una "Famiglia anagrafica basata su vincolo affettivo", vale a dire una coppia more uxorio ("come matrimonio").
Nel Maggio del 2011 decidono di acquistare una casa.

La Regione Friuli Venezia Giulia ha a disposizione un "Contributo Prima Casa".
Si tratta di un incentivo di 17.000 euro a fondo perduto che deve sostenere chi fa il primo investimento immobiliare.

L'articolo 8 comma 3 del regolamento regionale spiega che ad accedere al contributo "... possono presentare domanda persone maggiorenni in forma singola oppure associate qualora si tratti di coniugi o di conviventi more uxorio, ovvero di coppia intenzionata a contrarre matrimonio o a convivere more uxorio".

I due sono registrati all'anagrafe come "famiglia", e così hanno presentato la loro richiesta per ricver eil contributo nell'ottobre 2012.

Presto la coppia ha ricevuto una lettera di Banca Mediocredito del Friuli Venezia Giulia, titolare della convenzione con la Regione per l'erogazione di questi contributi: la loro domanda è stata respinta perché la coppia non risponderebbe al requisito di "conviventi more uxorio".

Ad avvalorare la tesi della discriminazione un ulteriore dettaglo: in Regione alla giovane coppia gay viene spiegato che se avessero presentato la richiesta in modo separato - da cittadini singoli - il finanziamento l'avrebbero ottenuto quasi certamente. 

Ad ogni modo la cioppia ha deciso di passare alle vie elgali e la pratica è stata affidata all'avvocato Francesco Furlan, presidente della commissione Pari Opportunità dell'ordine degli avvocati di Pordenone.

Il legale scrive così alla Banca Mediocredito e la fornisce del documento dell'anagrafe dove è attestata la registrazione della coppia come "Famiglia basata su vincolo affettivo".
Dunque pare che secondo il Comune di Pordenone la coppia gay in questione sia una famiglia, invece l'ufficio legale della Regione, tramite Banca Mediocredito, continua a smentire lo stesso Comune e risponde nuovamente picche. Niente da fare: per la Regione i due ragazzi non sono una coppia more uxorio, e per questo nega loro il diritto alla casa.

Il documento poi è stato impugnato davanti al Tar. "Confortati dalle interpretazioni di altri comitati Pari opportunità europei - spiegano Deperu e Furlan - sottolineiamo che sono ormai numerose le sentenze (Corte Costituzionale, Corte di Cassazione, Tribunale di Milano) che definiscono more uxorio - "come matrimonio" - il rapporto di unione affettiva tra due uomini o due donne che, non potendosi sposare, devono poter avere pari diritti rispetto alle coppie coniugate. E sottolineiamo anche che l'Unione europea e i regolamenti comunitari invitano ad agire in tal senso, proprio per non discriminare le coppie gay".

Se il Tar accogliesse il ricorso di Arcigay la partita si riaprirebbe in loro favore ma se la giustizia bocciasse invece "l'interpretazione" della Regione, si creerebbe un precedente per casi come questi.

Dona il tuo 5x1000 a controlacrisi